Alcibiade
章节目录
共 286 题- VOLUME V.
- ALCIBIADE
- PROPRIETÀ LETTERARIA.
- FELICE CAVALLOTTI.
- 8 giugno 1875.
- PREFAZIONE ALL’EDIZIONE DEL 1875
- F. CAVALLOTTI.
- F. CAVALLOTTI.
- ALCIBIADE
- PERSONAGGI
- LE ETÉRE.
- I PARASSITI.
- CLASSI DI ATENE.
- AVVERTENZA
- DI CIMOTO AL PUBBLICO
- QUADRO PRIMO
- ATENE.
- SCENA PRIMA.
- SCENA II.
- ASPASIA, GLICERA, EUFROSINE.
- SCENA III.
- ALCIB. (_in ascolto a parte_) (Parla di me?)
- ASP. _e_ GLIC. Lui! (_Alcibiade si avanza ilare verso di loro_)
- SCENA IV.
- ASP. (_a parte, con dispetto_) (Impertinente!)
- ASP. (_a parte, con gesto di dispetto_) (Vanitoso!)
- ASP. (_con malumore_) Ebbene, Aspasia _non dimentica... gli scherzi..._
- SCENA V.
- SCENA VI.
- CLEON. È parassita, e s’adatta a tutti, come il coturno...[57]
- SCENA VII.
- CIM. Che c’è?
- CIM. Per Minerva! Sei Tessalo, figliuol di Cimone Lacìade.[58]
- CIM. Eh! si vive.
- CIM. Come il ventre... al tuo servigio...
- TESS. Domani c’è l’assemblea popolare allo Pnice...[59]
- CIM. Lo so.
- CIM. Sicuro.
- CIM. Eh? (È un suo amico...) Benissimo...
- CIM. Finora buoni...
- TESS. Cattivi!... (_con forza_)
- CIM. (_più forte ancora_) Perfidi!
- CIM. (_con aria d’intelligenza_) Lo diremo.[60]
- SCENA VIII.
- SCENA IX.
- GLIC. (_fra sè_) (Non è così superbo come voleva farmi credere Aspasia!)
- GLIC. (_leggendo_)
- SCENA X.
- SCENA XI.
- SOCR. (_sempre calmo_) Neanco se io ti favelli della gloria?[84]
- ALCIB. Oh, io non vorrei vivere per così poco!... (_con forza_)
- ALCIB. Certo. Son nostri alleati. È un debito di onore.[88]
- CALA LA TELA.
- QUADRO SECONDO
- ATENE.
- SCENA PRIMA
- DIOC. (_sorridendo_) Ti premono molto i tre oboli![104]
- SCENA II.
- AMIN. CARIN. Sì, sì... _quello! quello!_
- DIONIS. Allora, la farem per poco: due dramme sole per ciascuno.[134]
- CARIN. Eh? (_lo guarda con aria di chi non intende_)
- CARIN. E che questa è un’altra... (_gli ripiglia delicatamente l’altra_)
- SCENA III.
- CIM. (_c. s_.) Sì...
- CIM. (_fingendo difendere e proteggere Alcibiade_) Fumi giovanili...
- CIM. E quell’altra del letto!... Cleonimo, ma sarà poi vera?
- CIM. La notizia da Delfo giunta stanotte...
- CIM. La notizia è venuta agli Eumòlpidi.[168] E poi...
- CIM. Che giorni son questi?
- CARIN. (_vivamente_) E se non è, che cosa fare? che cosa fare?[171]
- SCENA IV.
- ALCIB. Ebbene... non l’ha più. Glie l’ho tagliata.[174]
- SCENA V.
- CIM. (_confuso, cercando balbettare scuse_) Ma... io...
- CIM. (_intimidito_) Cento dramme.
- CIM. Che legge?
- CIM. (_spaventato_) Ohimè!
- CIM. Per Ercole! se lo sono. Mi offendi a domandarmelo...
- CIM. Ho inteso.
- CIM. Più zitto di un Areopagìta...[178]
- SCENA VI.
- CARIN. Bravo![191]
- CIM. (_guardandolo con disinvoltura_) Sì, sì...
- CIM. Verissimo.
- CIM. (_mostrandogli la borsa_) Tralascia. Son già pagato.
- SCENA VII.
- TIMON. Spoglia a man salva questi usurai, divoratori di paghe!...[203]
- TIM. Attenti ai tre oboli! alla voce della patria![208]
- SCENA VIII.
- ALCIBIADE, TESSALO, CIMOTO.
- CALA LA TELA.
- QUADRO TERZO
- ATENE
- SCENA PRIMA
- SCENA II.
- CIM. (_entrando_) Vengo io per Socrate![219]
- CIM. (_con sussiego_) Dice il poeta: _Vien da sè Menelao_.
- ANT. Ma _non piacque ad Agamennone_.[220]
- CIM. Oh, ma tra noi filosofi ci facciam procura.
- CIM. Certo. E ho sciolto un gran problema: il problema della vita.
- SCENA III.
- BACCH. (_dall’interno con voce gaja, festosa_)
- BACCH. (_proseguendo dall’interno e avvicinandosi_)
- Salve Alcibiade! (_entra_)
- ALCIB. (E perciò non mi serba rancore. Carità femminina!)
- SCENA IV.
- Detti, e TIMANDRA.[230]
- ALCIB. Fra dodici dì, col primo soffiar delle Etesie.[231]
- CIM. (_ad uno dei servi che portano intorno le vivande_) Ehi là, amico!
- SERVO. Ma è migliore la carne vicina all’osso...[237]
- Che versi! che potenza! che versi! (_parla mangiando avidamente_)
- CIM. Uh! uh! che collera! lo tratti ben male!
- EUFR. E hai bastonato Taurea che guidava il coro nelle Nubi...[257]
- SCENA V.
- 1.º GRAMM. Oh mi rincresce, Alcibiade, non ne ho.[265]
- ALCIB. E lo reciterai così corretto nelle feste Panatenee?[268]
- ANT. Che fai, Alcibiade? (_trattenendolo_)
- I DUE GRAMM. (_vivissimamente_) Oh grazie...
- SCENA VI.
- CIM. (_sospirando_) Lo so.
- CIM. E... a che distanza tirano gli archi dei Siracusani?
- ALCIB. A uno stadio.[286]
- ALCIB. Fa conto! (_Cimoto si allontana correndo per uscire_)
- CIM. Al Liceo, alla rassegna delle milizie.
- SCENA VII.
- CALA LA TELA.
- QUADRO QUARTO
- SICILIA
- SCENA PRIMA.
- 2.º SOLD. (_c. s._) Fuggono tutti i nostri?[292]
- SCENA II.
- CIMOTO.
- SCENA III.
- CIM. (_sempre più attonito_) Ma...
- SCENA IV.
- ALCIB. Timandra![315]
- TIMAND. Lo chiedi? (_baciandolo in fronte_)
- SCENA V.
- SOLD. ATEN. (_entrano correndo alla rinfusa_)
- SCENA VI.
- SCENA VII.
- CALA LA TELA.
- QUADRO QUINTO
- SPARTA
- SCENA PRIMA.
- CIM. Lo castigheranno, dici? Mi renderan la roba? Proprio?...
- CIM. E a doppio giro di corda!
- CIM. È quello che non so...
- CIM. To’ sentine un altra! Che sì, se lo vedevo, voleva star fresco!
- CIM. (_sorpreso_) Come? un altro affare?
- CIM. E perchè non se ne fa più nulla?
- CIM. (_con interrogazione comica di sorpresa_) Eh...? cos’hai detto?...
- CIM. Oh Minerva Poliade!...[344] dove è mai venuto il mio padrone!
- CIM. (_comicamente brusco_) Non lo so, — concittadino di Licurgo!
- CIM. Bella novità! da noi non si ruba...[347]
- CIM. O come è dunque?
- CIM. E cede la moglie a Filurgo...?
- CIM. Bene dunque: va là — e scrivi.
- CIM. Fidati a me... E adesso tu vai a far sacrificio?
- CIM. E allora?... (_sconcertato_)
- CIM. Che restano del giovane?
- CIM. (_sempre più sorpreso_) Per obbligo?
- CIM. Bravo! dimmi... anche questa è... una legge di...
- CIM. (_con vivacità beffarda_) Ma era una perla questo vostro Licurgo!
- CIM. (_facendo lo gnorri_) Che focaccia?
- CIM. Io non l’ho vista.
- CIM. E allora il gatto l’avrà portata via.
- CIM. Come puoi dirlo? M’hai visto forse?
- CIM. (_insistendo e poggiando sulla parola_) M’hai visto?
- CIM. (_beffardo_) Che perla quel Licurgo! che perla!...
- SCENA II.
- SCENA III.
- CIM. Alcibiade!
- CIM. (_sorpreso, mortificato_) O che colpa n’ho io?
- ALCIB. (_severo_) Ma lo sai che la pinguedine è punita a Sparta?...[372]
- SCENA IV.
- ALCIB. A te. (_gli consegna un papiro arrotolato_)
- END. Ti offende il titolo?[382]
- SCENA V.
- CIM. (_entrando alla chiamata_) Alcibiade?
- CIM. E chi lo disse?
- CIM. Io?... Che ti salta in mente?
- CIM. Ahi!
- SCENA VI.
- SCENA VII.
- BRAS. Nessuna.[400]
- SCENA VIII.
- CALA LA TELA.
- QUADRO SESTO
- ATENE
- SCENA PRIMA.
- AMIN. Sì, sì, dalli al sicofante![407]
- AMIN. (_canzonandola_) E anche i Milesj una volta eran gagliardi...[410]
- CRITIL. Impertinente! (_andandogli incontro coi pugni chiusi_)
- SCENA II.
- CIM. (_con forza interrompendola_) Giuralo ancora!
- CIM. Basta. Ora ti credo...
- SCENA III.
- CIM. Io e lui siam lo stesso.
- ALCIB. Per gli Dei! M’è nuovo il tuo nome. Sei uno de’ cavalieri?[436]
- 1.º ARC. È nella legge.[437]
- SCENA IV.
- ALCIB. Che?! I sacerdoti! (_guardando verso l’interno_)
- SCENA V.
- GR. SAC. A domani! (_saluta inchinandosi ed esce cogli altri_)
- SCENA VI.
- SOCR. (_serio e grave_) Grazie. Dalli a qualcun altro.[448]
- CALA LA TELA.
- QUADRO SETTIMO
- MILETO (_Jonia_)
- SCENA PRIMA.
- CIM. (_esclamando a parte_) Ecco i frutti delle imprudenze!
- CIM. (_con accento intenerito_) Povero Antioco!
- SCENA II.
- SCENA III.
- CIM. Alcibiade, un uomo è giunto da Atene con un messaggio per te.
- ALCIB. Avrai la risposta. (_Prende il messaggio e lo congeda_)
- SCENA IV.
- SCENA V.
- CIM. (_si affaccia di nuovo, serio, mesto, silenzioso sulla soglia_)
- CALA LA TELA.
- QUADRO OTTAVO
- SCENA PRIMA.
- BERIS. Così si usa fra noi.[482]
- CIM. (_seguendo a mangiare mentre i convitati ridono_) Eh?
- CIM. Mostro qui a Berisade i costumi d’Atene.
- CIM. (_inchinandosi_) Grazie! Lo sapevo.
- CIM. (_a parte_) Già! anche il porco una volta sfidò Minerva...[492]
- CIM. Niente! niente! che sei un uomo!
- CIM. (_brusco, incollerito, dando uno sbalzo_) Ehi là! cosa fai?
- CIM. Che ti pigli il malanno!
- ODRIS. La si accoppa, perchè tenga al marito compagnia.[507]
- SEUTE. Ella sola temerebbe confronti? (_al servo_) Va! (_il servo esce_)
- CIM. O quante n’hai?
- CIM. Eh? In eredità?
- CIM. (_guardandolo attonito_) Ah?... Mi congratulo!
- SCENA II.
- CIM. (_a parte, a Berisade_) Così le comanda?
- CIM. Non è come a Sparta. Là, le mogli comandano ai mariti...
- CIM. Già! e per questo le vi son fedeli?
- CIM. (_a parte_) Povero padrone! Quella ci mancherebbe!
- CIM. (_a parte, sogghignando_) Bella garanzia!
- CIM. Brrrrrrrr!!!
- SEUTE. E tu leggili forte. (attenzione negli astanti)
- SEUTE (_a voce bassa_). Era per gli altri — s’intende.[516]
- CIM. Bene!
- CIM. Oh, oh, adesso basta per lui!
- BERIS. (_si volta inviperito portando la mano all’elsa. Cimoto scappa_)
- SEUTE. Addio, Stratonica! (_ad un cenno di Seute le donne tutte escono_)
- SCENA III.
- CIM. (_attonito_) Eh?... e tu?...
- SCENA IV.
- SCENA V.
- SCENA VI.
- CALA LA TELA.
- QUADRO NONO
- EGOSPOTAMO[521]
- SCENA PRIMA.
- SCENA II.
- SCENA III.
- SCENA IV.
- CALA LA TELA.
- QUADRO DECIMO
- FRIGIA
- SCENA UNICA.
- CIM. Brutte nuove.
- CIM. Te pure gli serbarono.
- CIM. (_commosso ringraziando e asciugandosi gli occhi_) Lo domandi?
- CIM. Pur converrà destarlo. Le ore passano.
- CIM. Dal dì stesso che lasciai Sardi.
- CIM. Son quattro giorni.
- CIM. Fossero stati altrettanti...
- CIM. Sì, sì, Alcibiade! questa sera!
- CIM. Oh no... tutt’altro...
- CIM. Ferma, Timandra! (_guardando fuori_) È inutile; fuggono già.
- CIM. (_piangendo e singhiozzando_) Oh, mio padrone! mio padrone!
- CIM. (_cupo_) E tu?...
- FINE DELL’_ALCIBIADE_ E DEL VOL. V.
- INDICE
- NOTE:
- [155] _Pritani_: i reggenti, per turno,
- Arcieri a cavallo (meteci o forestieri) 200
- I _cavalieri_ portavano anch’essi corazz
- [375] Permetteva la legge di uccidere su
- Gli altri storici nominano invece altre
- Nota del Trascrittore