ALCIB. Vendico Omero! (_i due maestri spaventati sono scappati via_) —
e mostro a costui che si può ridere e piangere insieme.
TIMAND. (_alzandosi e accostandosi calma e seria ad Alcibiade_)
Alcibiade?! (_Alcibiade la guarda con aria interrogativa_) Tu hai fatto
scrivere sulla colonna che gli Spartani violano i giuramenti...[270] Ma
gli eroi d’Omero li rispettavano! La tua azione è da spergiuro.
ALCIB. (_risentito_) Timandra!
TIMAND. Gli eroi d’Omero non inveivano contro i deboli. La tua azione
non è da uomo prode... (_esclamazione di risentimento di Alcibiade; ma
la fermezza severa di Timandra lo domina: Timandra gli si accosta e gli
parla a voce più bassa e risoluta_) Per gli Dei! Ritorna Alcibiade!
(_fa cenno ella stessa ad un servo, senza attendere la risposta di
Alcibiade_) Richiama quei due! (_al servo_)... Non abbiate paura!...
(_ai due maestri che rientrano paurosi, spingendosi innanzi a vicenda
e cercando appiattarsi l’un dietro l’altro_) Alcibiade vuol dirvi
qualcosa (_guarda fisso Alcibiade, che l’ha lasciata fare, restando
silenzioso e immobile_)
ALCIB. (_riscotendosi_) Infatti! Passate dal mio maggiordomo.[271] Vi
darà duecento dramme a testa...
CIM. (_interloquendo comicamente serio_...) Per farvi raggiustar le
ossa...
ALCIB. (_con un’occhiata minacciosa lo fa tacere_...) Perchè vi
comperiate un Omero per ciascuno...