TIMAND. (_seria_) Vero, Alcibiade?
ALCIB. (_vivamente_) Oh, non fu odio all’artista! fu ira del veder
posto Socrate in burla! Atene non sa chi sia Socrate; ma il pessimo,
l’insolente Alcibiade non mai soffrirà che in sua presenza s’insulti
colui che i Numi a ragion proclamarono il miglior dei mortali...[258]
BACCH. Ah, dunque Socrate ti preme più di noi...
ALCIB. (_sorridente, appoggiando sulla parola_) Forse!...[259] Però
Evio Bacco, guidatore dei cori notturni,[260] preservi in teatro i
poeti da altre disgrazie, così come io qui giuro, per il giuramento
grande degli Dei,[261] che Alcibiade d’ora innanzi non batterà più
nessuno, fuorchè i nemici in guerra...
BACCH. No! per Aglauro![262] Ajutami a batter costui, che dice d’amarmi
e fa gli occhietti ad Eufrosine... (_additando il compagno che le sta
al fianco e che le parla calorosamente_)
ALCIB. Tu scherzi, vezzosa Bacchide! unghie di donna non abbisognan
di ajuti. Men terribili di esse le lancie di Ettore e del Pelìde. Ma
io m’accontento della gloria degli eroi di Omero... (_con esclamazione
repentina di entusiasmo volgendosi a Timandra_) Oh Timandra! gli eroi
d’Omero!...[263] Ettore furibondo che insegue Diomede e gli Achei...
_Quello, quello_ (_con forza_) è il mio sogno!... (_recita con enfasi i
versi di Omero, cercando ritornarseli a memoria_)
«Ettór venia fra i primi, e gli occhi truci
«Mettean lampi e paura. E come veltro
«Terribile, se insegua velocissimo
«Lion fuggente od ispido cignale,
«A tergo il morde, e ogni sua mossa spia,
«Or le cluni addentando, ora la coscia:
«Così innanzi si caccia Ettore i capo —
«Chiomati Achei, sugli ultimi piombando...[264]
e... e... (_s’arresta sospeso, come frugando nella memoria_)
TIMAND. (_vivissima_) Prosegui!
ALCIB. Maledizione! non mi ricordo più... (_impazientandosi si volge
agli astanti_) Chi ha un Omero? chi mi dà un Omero...
ANT. I grammatici che han scuola qui rimpetto lo avranno...
ALCIB. Chiamali!
ANT. Oh, eccoli là sulla porta!... Ehi là! Grillione! (_chiamando
verso l’ingresso_) Vengono correndo! (_intanto Alcibiade passeggia
vivamente su e giù per la sala masticando parole, — gli altri seguitano
a discorrere_)