SCENA VII.

ALCIBIADE, TIMANDRA, poi BRASIDA.

ALCIB. (_fra sè, gli occhi a terra, senza accorgersi di Timandra_)

Ebbene? mi lascerò spaventare dalle parole di una donna? È donna anche

la coscienza. Poi il dado è gettato: questi Spartani si son fidati

in me. Tradir loro, dopo aver tradito i miei?... Sarei traditore

due volte... basta una! (_a voce forte, ma sempre cupo ed assorto_)

Brasida!

BRAS. (_si affaccia con piglio soldatesco sulla soglia e si avanza

verso Alcibiade. È in costume completo di guerriero spartano: lunga

asta[393] e siéla,[394] scudo di pelli ampio e rotondo a correggie[395]

e recante sull’esterno un_ Λ _iniziale di Lacedemone;[396] veste rossa

sotto la corazza di feltro;[397] calotta di feltro in capo_).[398] Son

qui.

ALCIB. (_senza guardarlo, gli occhi a terra, come vergognoso del

proprio atto, gli stende lentamente col braccio il papiro contenente

l’ordine scritto_) Eccoti l’ordine per la flotta fenicia. Partirai oggi

stesso precedendomi... (_alza lo sguardo su di lui nel consegnargli il

papiro che l’altro prende, salutando militarmente, e in quel punto si

accorge di Timandra, che lo guarda severa, le braccia conserte, quasi

in aria di sfida_) Tu qui ancora?...

TIMAND. (_con calma sarcastica_) M’hai detto di restare!... (_cambiando

intonazione di voce, e assumendo un accento amorevole, si avanza verso

Brasida, mentre Alcibiade rimane visibilmente sconcertato_) Brasida, tu

porti un nome glorioso.[399] Hai molte cicatrici. Quante campagne?

BRAS. (_con accento asciutto, laconico_) Sette.

TIMAND. Quante corone?

Alcibiade · 第 185 / 286 题