ALCIB. Fra dodici dì, col primo soffiar delle Etesie.[231]

BACCH. Così presto?

ALCIB. (_ai servi_) Su, su, ragazzi, servite le mense! (_i servi

portano le mense innanzi ai letti, una per ciascun letto, e sciolgono

quindi le calzature ai convitati che sovra i letti si adagiano —

circolano le vivande — Alcibiade con Timandra, seco discorrendo, va a

prender posto ad uno dei letti, il primo a destra_[232])

BACCH. (_dal suo letto ad alta voce_) Per le due Dee![233] tu fai male,

Alcibiade, a lasciarci! Che mai ti venne in mente di andar in Sicilia,

ad una guerra così lontana?!...

TIMAND. Sarà sempre men trista delle guerre che insanguinan la Grecia.

Tutti di un solo sangue, in Olimpia e a Delfo spargiamo di un solo vaso

d’acqua lustrale gli altari; intanto a Delfo si ostentano i trofei de’

Greci che si scannan fra loro:[234] e i nomi delle stragi fraterne vi

sono scritti col sangue di un milione di Greci: e il Dio siede in mezzo

ai nostri furori. (_con voce mestissima_)[235]

ALCIB. Lode ai Numi, s’io dunque, veleggiando per la Sicilia, recherò i

voti della bella Timandra con me...

Alcibiade · 第 108 / 286 题