TIMONE il misantropo, e detti.
TIMON. (_entra vestito di luridi cenci, con una zappa in ispalla, e
fermo in sull’entrare, posata la zappa a terra e su di essa poggiandosi
colle due mani, grida con voce più forte, così da coprir quella degli
altri_) Viva Alcibiade!
CARIN. Timone il misantropo!
ALCIB. Timone!
DIOC. Ora ne sentirem di belle!
TIMON. Bravo, Alcibiade![197] Coraggio! fatti grande, e cammina sulle
schiene di questa torma di schiavi! fatti grande, perchè tu possa
diventare la peste ed il flagello di costoro, di Atene e della Grecia!
AMIN. Dalli all’insolente!
DIOC. Addosso al temerario!
TIM. _ed altri_. Addosso!
ALCIB. (_con voce tuonante, imperiosa_) Silenzio! E che nessuno lo
tocchi! Lasciatelo parlare! (_tutti ammutiscono_)
TIMON. Vedi, come già ben ti obbediscono! Non così docili obbediscon le
pecore alla verga del mandriano! Possa essere tu sempre ascoltato così,
finchè abbi tratto Atene alla rovina, e la terra, coperta di cadaveri,
si penta — ma sia troppo tardi — di averti portato!
TIM. _e_ DIOC. Ma è troppo! è troppo!
ALCIB. Silenzio! (_Alcibiade si è fatto scuro in volto e pensieroso: ha
gli occhi a terra_)
TIMON. Lascia ch’io ti abbracci, Alcibiade! Alla folgore di Giove si
son rotti i raggi, ed essa non fa più paura ai tristi ed ai bugiardi
pari tuoi, che non ne faccia il moccolo d’una lucerna mattutina. Giove,
il tonante Giove, ha preso il decotto di mandragora[198] e dorme;
qui s’inganna, si corrompe, si spergiura, ed egli non sente; si fan
scelleraggini, ed ei non le vede; povero bietolone, è diventato cieco,
sordo e barbogio![199] e già in Creta gli preparan la tomba.[200]
Su allegro! una buona notizia ti do. La virtù, la fede, il valore,
l’onore, l’amicizia, il pudor delle vergini sono scomparsi dalla terra;
le donne negano il latte del seno ai loro pargoli,[201] e perfin le
lupe hanno abbandonato nella tana i lupicini. Perciò tu sarai grande,
o Alcibiade! tu che porti nelle tue vene il latte di Sparta![202]
Lascia ch’io t’abbracci! Cresci ed abbindola colle ciance questa
turba di cianciatori! rompi la fede a questo popolo di frodolenti e di
spergiuri!...
AMIN. (_a Carinade_) Lo senti? Parla con te.
CARIN. (_ad Aminia_) Sta zitto! È con te che parla.