TIMAND. Lo chiedi? (_baciandolo in fronte_)

ALCIB. Ebbene, — là in Atene — te ne ricordi? — fosti tu che chiedesti

di seguirmi. Oggi è Alcibiade che lo domanda a te. — Non ho vergogna di

confessarlo: ma sento che con te affronterei più ardito il mio destino.

Una sorda tempesta rugge qui dentro (_porta la mano alla fronte_):

mille pensieri confusi vi combattono una triste battaglia. Pavento di

me. Timandra, vuoi tu accompagnarmi _ovunque_ io ne vada e dividere

meco la sorte?

TIMAND. Alcibiade, per la prima volta, da che ci demmo promessa

d’amore, hai per me dei misteri. Mi fai temere. Che pensiero è il tuo?

ALCIB. Oh, non domande! per ora. Rispondi. Vuoi tu seguirmi?

TIMAND. Sì... e dovunque... in capo alla terra... tra le fiamme e tra

le spade...[316]

ALCIB. Grazie!

TIMAND. (_terminando la frase e poggiando sulle parole_)... fin che

Alcibiade sia degno di Alcibiade.

ALCIB. Più tardi, più tardi lo saprai.

TIMAND. No, no, per gli Dei Immortali, dimmi...

ALCIB. (_vivissimo_) Dirti che cosa? Che l’ora del destino di Alcibiade

è suonata e la man di un codardo non la arresterà. Sali sulla mia

trireme. Cimoto ha i miei ordini. Fra breve ti raggiungerò. Va, va

presto! Qui giungono i capi.

TIMAND. Addio. (_si allontana pur volgendosi a guardarlo, e scrollando

mestamente il capo_) Oh, tristi presagi del core!

Alcibiade · 第 137 / 286 题