ODRIS. Di dire il vero (_esclamazioni fra le donne:_ Sì, sì!): e
senza riguardo ai mariti, ponga ciascuna in un’urna il nome di colui
ch’ella vorrebbe nel talamo... a compagno...[512]
SEUTE (_alzandosi repente con voce severissima_) Odrisio!
ODRIS. (_intimidito_) Seute?
SEUTE. La tua domanda è sleale e temeraria: ringrazia la fortuna che mi
trovi di umor lieto: se no, potrei ricordarmi che s’appressa la festa
di Zamolchi e ch’egli aspetta il suo ambasciatore! Ma poichè osasti
una simile domanda, e voi (_ai convitati_) la consentiste, sia vostra
la pena e sia la domanda più completa. Abbia ciascuna di voi (_alle
donne_) per sempre il compagno ch’ella si avrà scelto, sia o no suo
marito: e senza timore lo scelga!... Paventi la mia collera chi ad esse
oserà torcere un capello!
STRATON. (_come volendo parlargli_) Seute...
SEUTE. Per tutte io parlo: e anche per te. Sia schietto e libero il
cuore della regina, come quel dell’ultima fra le sue donne. Ho detto.
(_le donne si ritirano in un lato della sala a scrivere i nomi ciascuna
separatamente_)
CIM. Bravo il re! Ora vogliam vederne di belle! Coraggio, Cimoto,
fatti avanti. Che fossi proprio questa volta venuto in Tracia a far
fortuna![513] (_Cimoto si rassetta i capelli e gli abiti, e ripassa
davanti le donne con aria da bellimbusto che cerchi mettersi in
evidenza: i Traci si consultano fra di loro ostentando sicurezza
baldanzosa: Alcibiade passeggia solo su e giù per la sala_)
BERIS. (_con boria a Cimoto_) Ora vedrai come la mia Argia mi è fedele.
La è Penelope in persona.
CIM. Vedremo! E dimmi intanto una cosa... Di che ambasciatore parlava
dianzi il re?
BERIS. Ah, sicuro! Ognun di noi, quando muore, va a ritrovare il nostro
dio Zamolchi: e per tenerci con lui in buoni termini, ogni anno gli
si manda colle debite istruzioni un deputato in ambasciata. Si mettono
in tre colle lancie in resta: poi l’ambasciatore nominato lo si butta
dall’alto, e lo si ripiglia sulla punta delle lancie...[514]