ASPASIA, GLICERA, EUFROSINE.

EUFR. Hai visto, Aspasia, che disinvoltura? Appena mostrò accorgersi di

me.

ASP. E di lui ti meravigli?

EUFR. Oh, per Pandróso![30] dopo tanti giuramenti e tante pazzie

ch’egli fece perchè lo ricambiassi d’amore!

ASP. Ragione doppia, poichè lo ricambiasti, di non farne più.

EUFR. Ma possibile che Venere nol punisca e Giove vindice degli

spergiuri[31] non lo folgori!

ASP. Se lo facessero, te ne dorrebbe! Noi dovrebbe Venere punire,

perchè nostra è la colpa, se il di lei sesso patisce simile onta da

costui. Usato, dovunque assale, a non trovar resistenza, la debolezza

nostra fa costui baldanzoso: e la sua stessa baldanza ora gli agevola e

moltiplica i trionfi.

EUFR. Piglia, piglia esempio, Glicera, tu almeno, finchè se’ a tempo,

da me! Guai se ti lasci accalappiar da costui!... Ma vo’ recarmi nella

sala del convito: e, per la Cipria Afrodìte[32], ch’io non celebri mai

più le sacre sue orgie nel dì delle Adonie[33], se costui non lo pago

della sua stessa moneta. Vo’ farmi sotto i suoi occhi corteggiare da

Eutidemo, e mostrarmi più indifferente e più allegra di lui! (_esce

stizzita_)

ASP. (_la segue sorridendo dello sguardo_) Così devota di Nemesi![34]

Se sempre la faccia fosse garante del cuore!

Alcibiade · 第 20 / 286 题