AMIN. (_vivamente, con malumore_) Negalo un po’, se hai coraggio!
CIM. Un’ottima testa! Se non fosse così matto, così sventato; e avesse
un po’ d’amore allo studio! Peccato! un giovine così promettente, così
pieno di meriti, ubbriacarsi tutte le notti, e invece di istruirsi
nell’arte del capitano, consumar il tempo fra la crapula e le donne.
Eh! che ne dici tu, Cleonimo?
CLEON. (_con fare ipocrito_) Ah sì, un vero peccato!
CIM. (_in tutto questo suo dialogo, Cimoto affetta sempre
intenzionalmente un’aria di indifferenza, pure scrutando gli animi
degli astanti, e mirando a far impressione su di loro, senza darsene
l’aria_) Tanto più quando si deve capitanare un’impresa così colossale,
e si tratta di affidargli la vita di migliaia di cittadini... E dir
che questo ragazzo, col tempo e collo studio, avrebbe potuto fare così
buona riuscita...
CARIN. Oh, ma noi, per maggior sicurezza, gli daremo Nicia e Lamaco a
compagni nel comando...
CIM. (_vivamente_) Ben fatto, ben fatto, per Giove! Così un po’ per
volta imparerà l’arte del capitano, senza esporre troppo l’armata a
pericolo...
AMIN. (_fatto improvvisamente attento dalle sue parole, si volge a
Diocare e Timarco, i quali discorrono fra loro_) Ehi! Sentite che dice
costui...
CIM. E senza trarla a rovina, perchè, allora, credo, non francherebbe
la spesa di nominarlo...
CARIN. Oh, certo, non francherebbe la spesa!...
CIM. (_fingendo sempre di non accorgersi della impressione delle sue
parole sugli astanti_) E un po’ di esperienza a questo giovine farà
bene...
CLEON. Per Minerva! se farà bene!...
CIM. Perchè di doti naturali ne ha, e l’amor proprio non gli manca:
anzi, è quel che lo rovina... perchè ne ha fin troppo: e ciò lo spinge
a imprender cose troppo superiori alle sue forze...
CLEON. E a credersi un po’ troppo da più di tutti gli altri...
AMIN. (_vivamente_) Più di tutti noi, si crede?