ALCIB. Domando adunque che la mia parte sia data a costui: (_additando
Androcle e intanto lo slega egli medesimo_) perchè io _ho bisogno_
che egli sia _qualche cosa!_ perchè se si venisse a sapere che un
simil uomo ha potuto ingannare a mio danno una intera città, senza
guadagnarvi nulla,... la razza dei calunniatori si perderebbe, e
allora, per Ercole, non ci sarebbe più merito nè ad essere onesti, nè
ad essere eroi.
1.º ARC. (_inchinandosi_). Sarà fatto come Alcibiade desidera. (_fa
cenno agli arcieri di lasciar libero Androcle_)
CIM. (_ad Androcle prendendolo in disparte_) Una bella fune di Aliarto
ti ci voleva![438] Che la lezione ti serva, mariuolo, e ricordati quel
che devi alla _nostra_ clemenza!
ALCIB. Ora, Ateniesi, precedetemi nello Pnice. Di molte cose ho a
rendervi conto, prima di ripormi fra pochi giorni in mare; e dobbiam
render l’onore degli elogi funerei ai fortissimi estinti.[439] Io
rientro a sciogliere il voto agli Dei tutelari di questa casa ove
nacqui, dove ebbi il primo bacio di mio padre Clinia. Fra brevi istanti
allo Pnice vi raggiungerò.
VOCI DEL POPOLO. Sì, sì, allo Pnice!
1.º ARC. Noi, Alcibiade, ti precediamo.
AMIN. Corriamo allo Pnice a pigliar posto!
CARIN. E ALTRI. Sì, sì, corriamo! Allo Pnice! (_gli arconti e i capi
salutano Alcibiade ed escono lentamente; i cittadini van via correndo,
Alcibiade ed Antioco restano in iscena_)