SCENA III.

ALCIBIADE solo.

ALCIB. (_cogitabondo, sospirando_) Terra fatale ed ingrata, potevi

risparmiarmi e i tuoi doni e gli oltraggi, se darmi non potevi anche il

dono di odiarti! a che crescermi superbo come la rocca della tua dea,

se umile oggi devo farmi per te! Umile dinanzi a costoro che mi odiano,

perchè in me paventano un rimprovero alla loro ignavia boriosa; umile

perchè la loro vanità non si adombri, e perchè Atene (_con accento di

rabbia, stringendo i pugni_) — giusti Numi! — è in mano loro! Coraggio!

essi vengono!...

Alcibiade · 第 260 / 286 题