DIONIS. Allora, la farem per poco: due dramme sole per ciascuno.[134]

CARIN. Eh? due dramme? O non le ti paion troppe?

DIONIS. Anzi, niente.

CARIN. Come? due dramme non sono niente?

DIONIS. Ma certo. E se vuoi — te lo provo.

CARIN. Oh! oh!

DIONIS. Avresti una dramma?

CARIN. Per farne che?

DIONIS. Per la prova...

CARIN. Eccola — ma non sciuparmela, sai.

DIONIS. (_piglia la dramma e gliela mostra fra le due dita_) Rispondi a

me. Che cos’è questa?

CARIN. Per Minerva! una dramma.

DIONIS. Se è una, non può esser due.

CARIN. (_guardandolo attonito_) Eh? mi pare. Fin qui ci arrivo anch’io.

DIONIS. Ma potrebbe anche _non_ essere _una_ dramma.

CARIN. Ehi là, dico! Non barattarmela.

DIONIS. Quetati. Voglio dire che l’_essere_ dell’_uno_ è una cosa

distinta dall’_uno_: perchè il dire _è_ — non è lo stesso che dire

_uno_...

CARIN. Ohe Aminia (_lo richiama che venga a sentir Dionisodoro_), sta

attento come parla bene costui!

DIONIS. E non può essere affatto la stessa cosa dell’uno, poichè

allora il dire che l’_uno è_ — sarebbe lo stesso che dire _uno uno_ — e

uno e uno farebbero due...

CARIN. Ah! certo che fan due...

DIONIS. E dunque l’_uno_ assoluto — per restar uno e non due — bisogna

che non partecipi dell’_essere_ — perchè dal momento che cominciasse

ad _essere_ — essendo l’_essere_, come hai veduto, un’altra cosa, —

diventerebbero _due_ cose, e non sarebbe più uno. Non ti par giusto?

CARIN. (_guardandolo estatico_) Giustissimo.

DIONIS. E poi, se l’uno non fosse privo dell’_essere_ e se qualcosa

dell’_essere_ entrasse nel suo _non essere_, allora di _non essere_

diventerebbe un _essere_ — e cioè sarebbe una cosa affatto diversa

dall’uno...

CARIN. E dunque?...

DIONIS. Dunque l’_uno_ come _uno_ non _è_. — Ci son delle altre cose

oltre l’uno?

Alcibiade · 第 60 / 286 题