ALCIB. Oh no. (_mesto, reprimendo un sospiro_) Penso alla fortuna
degli eventi — e a ciò che questo titolo significava un giorno per me.
Addio. (_Endio si allontana: quand’egli è sulla porta, Alcibiade, che
è immerso in meditazione cupa, si riscuote d’un tratto e lo richiama
indietro_) Endio!
END. (_si sofferma sulla soglia, serio, senza dir parola, con aria
interrogativa_)
ALCIB. Te ne vai?
END. (_asciutto_) T’ho salutato.
ALCIB. (_sottolineando le parole_) Sei freddo — oggi.
END. Io? che vuoi dire?
ALCIB. (_andando vivamente a lui, gli si pianta di fronte e gli stende
la mano per prendergli la sua_) Endio!... che pensi tu di me?
END. (_freddo, ritirando la propria mano_) Che sei un valente capitano.
Addio. (_esce_)