1.º GRAMM. Oh mi rincresce, Alcibiade, non ne ho.[265]

ALCIB. (_battendolo_) Non hai Omero, e fai il maestro?

1.º GRAMM. (_dibattendosi_) Ahi! ahi!

2.º GRAMM. Io l’ho! io l’ho![266] (_interponendosi_) Calmati,

Alcibiade!... Eccolo... (_gli dà un rotolo_)

ALCIB. Ah! (_calmandosi lascia andare il primo maestro che si tasta

indolenzito la persona; strappa bruscamente di mano al secondo il

rotolo, lo spiega, lo sfoglia e a un tratto s’arresta_) Che cosa sono

queste cancellature e queste note in margine?...

2.º GRAMM. (_sporgendo dietro di lui il capo e gettando l’occhio sulle

carte con aria di sussiego e compiacenza_) Ah! sono passi di Omero che

ho corretto e migliorato. Là in margine vedrai le note per dimostrare

i miglioramenti fatti... Già, quel buon Omero qualche volta è un po’

barbaro...

ALCIB. (_guardandolo fra sorpreso e sardonico_) Ah!

2.º GRAMM. Per esempio, quel passo dove Ettore si distacca da Andrómaca

alle porte Scee, e dopo aver baciato il pargoletto Astianatte, lo

restituisce alla sposa:

_Ciò detto, pose in braccio alla diletta_

_Consorte il bimbo; ella il raccolse al seno,_

_E lagrimosamente sorridea._[267]

Ma ti pare! È un controsenso! O piangere o ridere! Per essere più

sicuro, io non l’ho fatta nè ridere nè piangere: e ho tagliato il

passo. «_Ciò detto, andò via._» Eh? (_con aria di soddisfazione

prosuntuosa_)

Alcibiade · 第 115 / 286 题