SCENA II.

CIMOTO solo.

(_va a riprendere la focaccia dal ripostiglio ove l’ha nascosta_)

CIM. Ancora, ancora, di tutte le leggi di Licurgo questa passa... ma le

altre! Puh!... E Alcibiade servir questa gente! E far quella vita che

fa! un uomo come lui, avvezzo a tutte le delicatezze del lusso! vestir

come costoro, dormir come costoro, mangiar le porcherie che mangiano

costoro![365] per me, già, non ho potuto ancora farci lo stomaco!...

(_mangia qualche boccone della focaccia_) da che son qui, è il primo

boccone da galantuomo che mando giù...: e lo devo a Licurgo. Che

Giove gli perdoni tutte quelle altre stramberie! È vero (_mangiando_)

che questo boccone era destinato per gli Dei... ma già, invece degli

Dei, se lo mangiavano i sacerdoti... dunque è meglio che lo mangi io.

Per quel bene, che han fatto i sacerdoti al mio padrone!... Povero

padrone! Da ieri che è tornato dalla flotta, tutti gli fan festa! ma

egli è tutt’altro che allegro!... L’abbandono di Timandra lo ha reso

ben triste! (_va a riporre il resto della focaccia_) Questo glielo

voglio metter via per lui... se pure lo mangierà: è diventato tanto

sobrio! e vuole che lo sia anch’io!... Qui tutti sono sobrii... e un

dì sì, un dì no, si patisce la fame di quei di Melo.[366] Non ci sono

che i due re che stiano bene!... (_mentre parla seguita a far qualche

cosa: riporre oggetti, metter ordine alla stanza, ecc._) Oh, i re,

quelli sì!... loro qui hanno doppia razione, e su ogni scrofa che

partorisce un porcellino da latte è per i re!...[367] Oh quelli sì!...

Eh, (_sospirando_) quei di Atene erano tempi! Se non era quel briccone

di Tèssalo e compagnia!... Il bel servigio che han reso ad Atene col

farle nemico Alcibiade! Quarantamila uomini e duecentoquaranta navi

perdute in Sicilia; il bravo Làmaco morto in campo, Nicia e Demostene

presi e giustiziati, l’Attica invasa e mezze le isole perdute!...[368]

Bel guadagno! Pensar tutti quei poveri ragazzi lì ad ingrassare i corvi

dell’Etna o a marcir di stenti e di fame in fondo alle Latómie![369]

Povera gente! (_intenerito, asciugando col dorso della mano una

lagrima_) Per essere giusti, a dirla qui, il padrone s’è vendicato fin

troppo!... infin dei conti, Atene è il suo paese!... ma già, gliene

han fatte tante!... trattarlo in quel modo... proprio il dì della

sua vittoria!... Basta, il tempo è galantuomo... (_da qualche momento

Cimoto ha smesso di lavorare, e s’è piantato a chiacchierar tra sè, sul

davanti della scena: ma a quest’ultima riflessione si riscuote_)... e

tu, Cimoto, il tempo lo stai qui a perdere... e Alcibiade (_guardando

fuori_) è qui che arriva... (_pone in assetto in furia alcune cose, e

va incontro ad Alcibiade_) Uh! che faccia scura! pare abbia visto il

lupo!...[370]

Alcibiade · 第 171 / 286 题