ALCIB. (_con malumore, nel veder Cimoto_) Che vuoi?
CIM. (_con voce calma, mestamente affettuosa_) I cavalli son pronti. Se
non ti rincresce... ne ho sellati tre.
ALCIB. (_dopo un momento di irresoluzione e dopo aver guardato
Timandra, che collo sguardo lo prega di lasciar venire Cimoto, si volge
a quest’ultimo con voce che vorrebbe esser brusca e non è_) E monta
su dunque!... (_Cimoto rasserenatosi corre innanzi ed esce; Alcibiade
ripiglia con voce lenta e mestissima_) Se devo ormai vivere ozioso,
inutile al mondo, — è giusto che un parassito mi mostri la via!