Detti, meno i GRAMMATICI.
ALCIB. (_si volge a Timandra e le stringe cordialmente la mano_)
Grazie, Timandra!... (_fra sè_) (Strana donna! È curioso! Mi par di
subire un fascino che non ho subito mai!...) (_Odesi in questo punto
uno squillo di tromba dallo interno della scena_)
ANT. Alcibiade! la tromba! a momenti è l’ora della rassegna delle
milizie[272] nel Liceo![273]
ALCIB. Or su dunque, l’ultimo calice! poichè stiam per separarci e
laggiù forse ne aspetta la Parca di lunghi sonni apportatrice.[274]
Si colmino le tazze, e giri nel calice dell’amicizia[275] il vino
puro,[276] la ricompensa che il buon Genio ne dà...[277]
ANT. Che il marino Nettuno[278] propizii alle triremi dia i venti ed i
flutti...
BACCH. E ricco di spoglie e di allori ti riconduca al Pireo! (_Un
dei servi reca un cratere d’oro da cui versa per una canna d’argento
il vin puro. Entran due giovinette suonatrici di flauto e di cetra
inghirlandate. Intanto altri servi portano via le tavole, recano ai
convitati le corone di rose e di mirto,[279] dan l’acqua alle mani,
spargon di fiori e di unguenti il suolo. Portano quindi in mezzo la
seconda mensa su cui vien posto il cratere del vino_)[280]
ALCIB. Al buon Genio![281] (_Alcibiade fa questa libazione, dopo
aver versato una parte del licore a terra; bevuto, passa il calice a
Timandra, e via di seguito in giro_)
CIM. (_quando il calice è giunto a lui_) Al ritorno di Alcibiade! Che
Giove salvatore[282] lo protegga e gli dia gli anni della fenice,[283]
per amor di Cimoto il parassita, il quale al suo ritorno vuol bere
ancora un po’ di questo vino di Chio![284]
ALCIB. (_d’un tratto volgendosi all’udir Cimoto_) Cimoto! in Sicilia ve
n’è del migliore...