SCENA VI.

Detti, meno i GRAMMATICI.

ALCIB. (_si volge a Timandra e le stringe cordialmente la mano_)

Grazie, Timandra!... (_fra sè_) (Strana donna! È curioso! Mi par di

subire un fascino che non ho subito mai!...) (_Odesi in questo punto

uno squillo di tromba dallo interno della scena_)

ANT. Alcibiade! la tromba! a momenti è l’ora della rassegna delle

milizie[272] nel Liceo![273]

ALCIB. Or su dunque, l’ultimo calice! poichè stiam per separarci e

laggiù forse ne aspetta la Parca di lunghi sonni apportatrice.[274]

Si colmino le tazze, e giri nel calice dell’amicizia[275] il vino

puro,[276] la ricompensa che il buon Genio ne dà...[277]

ANT. Che il marino Nettuno[278] propizii alle triremi dia i venti ed i

flutti...

BACCH. E ricco di spoglie e di allori ti riconduca al Pireo! (_Un

dei servi reca un cratere d’oro da cui versa per una canna d’argento

il vin puro. Entran due giovinette suonatrici di flauto e di cetra

inghirlandate. Intanto altri servi portano via le tavole, recano ai

convitati le corone di rose e di mirto,[279] dan l’acqua alle mani,

spargon di fiori e di unguenti il suolo. Portano quindi in mezzo la

seconda mensa su cui vien posto il cratere del vino_)[280]

ALCIB. Al buon Genio![281] (_Alcibiade fa questa libazione, dopo

aver versato una parte del licore a terra; bevuto, passa il calice a

Timandra, e via di seguito in giro_)

CIM. (_quando il calice è giunto a lui_) Al ritorno di Alcibiade! Che

Giove salvatore[282] lo protegga e gli dia gli anni della fenice,[283]

per amor di Cimoto il parassita, il quale al suo ritorno vuol bere

ancora un po’ di questo vino di Chio![284]

ALCIB. (_d’un tratto volgendosi all’udir Cimoto_) Cimoto! in Sicilia ve

n’è del migliore...

Alcibiade · 第 119 / 286 题