ALCIBIADE solo, poi ANTIOCO.
ALCIB. (_seguendo ilare dello sguardo Glicera che fugge_) Il nemico
fugge — dunque è vinto. Diamogli il tempo di arrendersi. (_entra
affrettato Antioco_) Oh, Antioco! dove t’eri cacciato? Da un’ora non ti
trovavo più.
ANT. Ero qui poc’anzi...
ALCIB. Anche tu? Solo?
ANT. No. Con Tessalo, e Cleonimo e Cimoto.
ALCIB. A discorrer con loro?
ANT. A sentire di nascosto i loro discorsi.
ALCIB. (_sorridendo_) Bel mestiere!...
ANT. (_serio_) Ve n’è uno peggiore...
ALCIB. Quale?...
ANT. Approfittare dell’ospitalità per ordir trame ai danni dell’ospite,
alle sue spalle, in casa sua...
ALCIB. (_indifferentissimo_) Ah, lo sai anche tu che Tessalo e Cleonimo
mi voglion male?
ANT. E te la pigli con tanta indifferenza? E li tieni amici costoro — e
li inviti?
ALCIB. Certo. Per tenerli d’occhio e sorvegliarli più davvicino. E che
cosa hai sentito, demone coricéo?[76]
ANT. Han corrotto Cimoto, che ti aizzi contro la superstizione del
popolo, spiegandogli infausti i presagi...
ALCIB. (_sorridendo_) Tu vedi che se io non li invitavo, non avresti
potuto sentir nulla. Grazie dell’avviso. Mi regolerò. Va, va, nelle
sale — che l’orgia vi è nel punto migliore. Or ti raggiungo.
ANT. Sta in guardia!
ALCIB. Va, va. Un momento. (_Antioco avviato ad uscire si sofferma_)
Perchè ti sei messo quei calzari?
ANT. E lo domandi? Perchè è la moda introdotta da te. Li ho fatti far
come i tuoi...[77]
ALCIB. (_con impeto_) Scimia!... Ma io sono Alcibiade! — Va, va... e
levali! (_Antioco esce_)