SCENA X.

ALCIBIADE solo, poi ANTIOCO.

ALCIB. (_seguendo ilare dello sguardo Glicera che fugge_) Il nemico

fugge — dunque è vinto. Diamogli il tempo di arrendersi. (_entra

affrettato Antioco_) Oh, Antioco! dove t’eri cacciato? Da un’ora non ti

trovavo più.

ANT. Ero qui poc’anzi...

ALCIB. Anche tu? Solo?

ANT. No. Con Tessalo, e Cleonimo e Cimoto.

ALCIB. A discorrer con loro?

ANT. A sentire di nascosto i loro discorsi.

ALCIB. (_sorridendo_) Bel mestiere!...

ANT. (_serio_) Ve n’è uno peggiore...

ALCIB. Quale?...

ANT. Approfittare dell’ospitalità per ordir trame ai danni dell’ospite,

alle sue spalle, in casa sua...

ALCIB. (_indifferentissimo_) Ah, lo sai anche tu che Tessalo e Cleonimo

mi voglion male?

ANT. E te la pigli con tanta indifferenza? E li tieni amici costoro — e

li inviti?

ALCIB. Certo. Per tenerli d’occhio e sorvegliarli più davvicino. E che

cosa hai sentito, demone coricéo?[76]

ANT. Han corrotto Cimoto, che ti aizzi contro la superstizione del

popolo, spiegandogli infausti i presagi...

ALCIB. (_sorridendo_) Tu vedi che se io non li invitavo, non avresti

potuto sentir nulla. Grazie dell’avviso. Mi regolerò. Va, va, nelle

sale — che l’orgia vi è nel punto migliore. Or ti raggiungo.

ANT. Sta in guardia!

ALCIB. Va, va. Un momento. (_Antioco avviato ad uscire si sofferma_)

Perchè ti sei messo quei calzari?

ANT. E lo domandi? Perchè è la moda introdotta da te. Li ho fatti far

come i tuoi...[77]

ALCIB. (_con impeto_) Scimia!... Ma io sono Alcibiade! — Va, va... e

levali! (_Antioco esce_)

Alcibiade · 第 48 / 286 题