ALCIB. (_con fare naturalissimo_) E io ho ricusato. Seute è mio ospite,
e Giove ospitale[517] mi guardi, chè io non so fargli offesa. Ma la
regina è donna, ed io non potevo posporla, lei presente, ad un’altra.
Buon Cimoto, se hai da fare con donne, ammazzale, che ti perdoneranno;
ma non ferirle nell’amor proprio, se non vuoi trovar Nèmesi e le Furie
meno terribili di loro.
CIM. Lascia fare! Ci regoleremo! Va là che sei furbo! Se Timandra ti
vedesse!
ALCIB. Non dirle nulla oggi... sai!...
BERIS. (_guardando verso l’interno_) Alcibiade! qualcuno cerca di te.
ALCIB. Di me? Se tu, Seute, permetti... (_cenno cortese affermativo di
Seute_) Venga!