SCENA PRIMA.

SEUTE re, ALCIBIADE, CIMOTO, BERÌSADE, MEDÒSADE, ODRISIO traci; altri

guerrieri e coppieri traci.

(_Ad eccezione di Cimoto, il solo vestito alla greca, tutti i

convitati, compreso Alcibiade, indossano il costume trace[467]:

berrettoni di pelle di volpe_ (alopéchidi) _coprenti il capo e le

orecchie[468]; tonache scendenti sulle coscie, e, sopra le tonache,

mantelli più corti e screziati_ (zeire); _calzari o coturni di pelle di

cerbiatto ricoprenti i piedi e le tibie; corte sciabole o scimitarre,

alla cintura[469]. I convitati, a differenza dell’uso greco, son tutti

seduti, non su letti, ma sopra scanni; qualcuno accoccolato su pelli

distese per terra. Alcibiade siede alla destra del re. Coppieri traci

portano in giro, versando da bere, grandi corni di vino. Il re, tratto

tratto, fa in piccoli pezzi i pani (grandi e rotondi) e li getta ai

convitati. Il banchetto è sul finire e i fumi del vino cominciano a

riscaldarne l’allegria._[470])

SEUTE.[471] Alcibiade, m’avean raccontato molte cose di te: ma tu

veramente sei maggior della tua fama. Sai tu che noi Traci abbiam

rinomanza di cavalcatori[472] e che il puledro da te oggi domato

parecchi fra i nostri più arditi s’eran provati indarno a salirlo?...

CIM. (_che mangia avidamente al capo opposto della tavola_) Ma tu,

o re, non sai che noi abbiamo vinto alle corse di Olimpia[473] e col

carro e col celéte,[474] e che n’abbiam portato la prima, la seconda e

la terza corona...

SEUTE. Che! per Sabàzio![475] tu così pingue ad Olimpia?

CIM. Domandalo ad Alcibiade. N’è vero, Alcibiade, che te le ho portate

io le corone?

SEUTE. (_ridendo con gli altri convitati_) Ah, ora meglio ti spieghi!

Ebbene, Alcibiade, la tua vittoria d’oggi val bene l’altra d’Olimpia.

Il vanto più antico del paese nostro — per Mercurio! — [476] è la prima

volta che lo sfronda uno straniero...

ALCIB. Ti sembra, o re Seute, che ancora io sia così straniero in

Tracia? Qui fra voi ospitato, i miei lari, e i beni, e le castella, e

tutte le mie cose son qui.

SEUTE. Nè la Tracia ebbe mai ospite più degno. Anzi, più che ospite!

poichè fra i Traci ed Atene sono vincoli antichi: qui è il granajo

dell’Attica vostra,[477] e fu nostro re Téreo che sposò Progne, la

figlia del vostro re Pandione...[478]

ALCIB. Tristi cose rammenti! Téreo e Progne e Filomela, mutati in

augelli, vanno ancora piangendo a notte scura l’orrida cena per i

boschi di Dàulia.[479] Che giova fra i calici discorrer di delitti

e di sventure! _Non parliamo d’Atene!..._ (_Alcibiade proferisce

quest’ultime parole in modo singolarmente accentato; e come cercando

cacciare una nube di tristezza, ripiglia subito dopo una forzata

ilarità_)

SEUTE. Oh Alcibiade, ma io so qualcos’altro: so che sei nato a

Scambónide,[480] proprio là dove Eumolpo di Tracia[481] segnò con Atene

il primissimo patto di alleanza e fondò i misteri delle Dee: e là, ov’è

la tomba di Eumolpo nostro, ivi è la culla tua. Vero questo, Alcibiade?

ALCIB. Sì: ma a che pro cercare vincoli incerti, se niun vincolo è più

caro agli Dei di quello di ospite ed amico! Re Seute, re Seute, _non

parliamo d’Atene!_

SEUTE. Dell’amicizia nostra dunque si parli...

CIM. (_a Berisade che gli siede vicino, nel ricevere in questo punto

un pezzettino di pane gettatogli dal re_) O perchè il re mi taglia lui

e mi gitta il pane e la carne, così a pezzettini? mi ha preso per una

formica?

Alcibiade · 第 223 / 286 题