ALCIB. A te. (_gli consegna un papiro arrotolato_)

END. (_continuando a fissarlo, prende lentamente da lui il papiro,

lo spiega, lo legge — e dà in segni improvvisi di sorpresa e

soddisfazione_) E questo è il trattato che presenterai domani agli

efori[379] e all’assemblea?[380]

ALCIB. (_senza dir parola s’inchina e riprende il rotolo dalle mani di

Endio_)

END. Sparta può essere contenta di te.

ALCIB. (_asciutto, con fierezza_) Lo credo! Un tempo, anche Atene lo fu!

END. E la flotta fenicia?

ALCIB. L’ho fatta avanzare già sino ad Aspendo. Là attende un mio

avviso per procedere oltre e venirsi a congiungere colle navi nostre

in Milèto. Oggi stesso, per mezzo di Brásida, lo spedisco da qui. Al

mio ritorno, subito dopo il plenilunio,[381] le flotte congiunte faran

impeto contro Samo — e in breve avrò finita la guerra.

END. (_calmo, senza troppa espansione_) Gli Dei salvatori facciano vero

l’augurio! e Sparta ti proclamerà suo cittadino, come già fosti suo

ospite. Addio.

ALCIB. (_vivamente, trasalendo_) Cittadino di Sparta?!... (_con

amarezza profonda_) È un bel compenso!

Alcibiade · 第 177 / 286 题