TIMAND. (_senza guardar Cimoto, sempre intenta amorosamente al
cadavere, con voce calma, soave, quasi di donna per dolore impazzita_)
Io... io compio il sacrificio... ed infioro la vittima... Vanne! Le
fiamme son qui.
CIM. Timandra, hai ben sentito ch’egli mi ha detto di non
lasciarti?[553] (_si avvicina a Timandra, incrocia le braccia sul petto
e le parla con voce lenta, ferma e solenne_) Dal dì che Alcibiade mi
chiamava a sè, egli non offerse mai vittima ai Numi, senza che io ne
avessi la mia parte. Qui si fa un sacrificio in suo onore. Sono il suo
parassita. Ci resto!
(_Cimoto si ravvolge nel suo mantello, ritto e fermo, presso al
cadavere e a Timandra inginocchiata. Le fiamme invadono tutta la
stanza, mentre cala lentamente la tela. Quadro_)