SCENA VI.

ALCIBIADE e TIMANDRA, indi SOCRATE.

ALCIB. (_appena usciti i sacerdoti, dà in iscoppio di risa_) Ah! ah! ah!

TIMAND. (_che durante la scena coi sacerdoti è sempre rimasta, tacita

spettatrice, in disparte_) Sei ben allegro.

ALCIB. (_prosegue ridendo_) E fui bandito sotto l’accusa d’aver posto i

loro riti in commedia! Per i Numi! non c’era bisogno di Alcibiade!...

(_desistendo dal ridere si volge a Timandra ch’è rimasta pensierosa_)

Tu vedi, Timandra! questi sacerdoti non finiscono di contentarmi:

mangiano troppo, e scrivono troppo! ho bisogno di un Nume, che maledica

un po’ meno, e parli all’anima un po’ più: se tu ne sai l’ara, e tu

guidami ad essa: se sei il suo sacerdote, benedicimi tu! (_in questo

punto Socrate traversa, lentissimo, con aria grave, lo sfondo della

scena_)

TIMAND. (_ad Alcibiade_) Un sacerdote tu cerchi? (_gli addita Socrate_)

Eccolo.

ALCIB. (_volgendosi e vedendo Socrate_) Socrate!... (_corre a lui_) Oh,

finalmente ti ritrovo! (_con voce di affettuoso rimprovero_) Tutti gli

amici oggi mi vennero incontro; tu solo, il più caro, non ti sei fatto

vedere. Ma io di te mi son ricordato, sai!... e ho portato dei doni per

te...

Alcibiade · 第 206 / 286 题