DIOCARE, AMINIA, CARINADE, altri cittadini da opposte parti. CRITILLA
vecchia, MIRRINA sua figlia, poi ANDROCLE.
CARIN. (_accorrendo, nell’incontrar Diocare_) E così?
DIOC. (_vien correndo_) È sbarcato ora nel Pirèo. O spiriti, o
Dei![403] che nuvola di gente! che baccano! che fanatismo!
CARIN. E l’hai veduto? l’hai veduto?
DIOC. Per Giove! E come era commosso! parea gli spuntasser le lagrime!
AMIN. Stava ritto, esitante sulla prua, mentre tutti l’acclamavano;
e se non era Eurittòlemo suo cugino che gli facea segno dalla riva,
ancora non sapea, per la emozione, risolversi a scendere![404]
DIOC. Sono otto anni che non vedeva Atene!
CRITIL. (_accorrendo_) Aminia, Aminia, da che parte viene Alcibiade?
AMIN. (_accennando_) Di qua.
CRITIL. È lontano?
AMIN. A st’ora sarà al tempio di Teseo. Mamma Critilla, se vuoi
vederlo, non c’è che aspettarlo qui, dinanzi alla sua casa.
CRITIL. (_a sua figlia Mirrina che l’accompagna_) Sì, sì, Mirrina,
aspettiamolo qui... (_si mette intanto a discorrere con altre donne_)
DIOC. (_ad Aminia_) E non ti pare che, da quando partì, si sia fatto
più magro?
AMIN. Per Ercole, ne ha passate tante! povero giovane!
CARIN. E dire che in causa di quei calunniatori, ci siam bisticciati
con lui proprio per l’ombra dell’asino![405] e l’abbiam cacciato in
bando a quel modo!...
DIOC. E, per gli Dei, ne abbiam pagato il fio! Se non lo condannavamo,
le cose in Sicilia non sarebbero finite come finirono...[406]
ANDR. (_sopraggiungendo_) Però quella d’essere passato a Sparta non fu
una buona azione...
DIOC. (_ad Androcle_) Avrei voluto veder te ne’ suoi panni che cosa di
peggio avresti fatto..
CARIN. Che ha costui da dire contro Alcibiade?
AMIN. Chi parla contro Alcibiade?
DIOC. (_accennando Androcle_) Costui.
CARIN. Sarà uno de’ calunniatori! Dalli al tristo!