Detti ed ALCIBIADE.
ALCIB. (_fermo, in sull’entrare in iscena, ancor distante dal gruppo
che è intorno a Cimoto, chiama a voce forte_) Ateniesi! (_Cimoto resta
interdetto e sconcertato all’udir la voce di Alcibiade_)
CARIN. _ed altri_. Alcibiade!!!
AMIN. Oh, Alcibiade! bravo! vieni a tempo! Ne abbiam sentite di belle
sul tuo conto. Aspetta un momento, e dopo parlerai!...
CARIN. Sì, sì, aspetta un momento e poi... (_con accento di minaccia
verso Alcibiade; indi si volge a Cimoto_) Su, su, parla, Cimoto...
ALCIB. Una parola sola, e poi taccio.
CARIN. No, no, aspetta...
AMIN. Via, dilla presto...
ALCIB. Avete visto il mio cane?
CARIN. O che! del suo cane ci domanda il temerario? Siam noi custodi
del suo cane?
ALCIB. Ma la sapete la novità?
AMIN., CARIN. _ed altri_. Quale? quale?
ALCIB. Quel mio magnifico cane di Creta...[172] (_fa una pausa di
sospensione_)
AMIN. Sì, sì... quel cane così alto... bianco e nero...
ALCIB. Proprio quello... che mi costava settanta mine... (_nuova pausa
sospensiva_)[173]
CARIN. Ebbene?...
ALCIB. Con quella stupenda coda tutta bianca...
AMIN. (_impazientito_) Sì, sì... ebbene... ebbene...?