SCENA IV.

Detti ed ALCIBIADE.

ALCIB. (_fermo, in sull’entrare in iscena, ancor distante dal gruppo

che è intorno a Cimoto, chiama a voce forte_) Ateniesi! (_Cimoto resta

interdetto e sconcertato all’udir la voce di Alcibiade_)

CARIN. _ed altri_. Alcibiade!!!

AMIN. Oh, Alcibiade! bravo! vieni a tempo! Ne abbiam sentite di belle

sul tuo conto. Aspetta un momento, e dopo parlerai!...

CARIN. Sì, sì, aspetta un momento e poi... (_con accento di minaccia

verso Alcibiade; indi si volge a Cimoto_) Su, su, parla, Cimoto...

ALCIB. Una parola sola, e poi taccio.

CARIN. No, no, aspetta...

AMIN. Via, dilla presto...

ALCIB. Avete visto il mio cane?

CARIN. O che! del suo cane ci domanda il temerario? Siam noi custodi

del suo cane?

ALCIB. Ma la sapete la novità?

AMIN., CARIN. _ed altri_. Quale? quale?

ALCIB. Quel mio magnifico cane di Creta...[172] (_fa una pausa di

sospensione_)

AMIN. Sì, sì... quel cane così alto... bianco e nero...

ALCIB. Proprio quello... che mi costava settanta mine... (_nuova pausa

sospensiva_)[173]

CARIN. Ebbene?...

ALCIB. Con quella stupenda coda tutta bianca...

AMIN. (_impazientito_) Sì, sì... ebbene... ebbene...?

Alcibiade · 第 71 / 286 题