TESS. (_ad Aminia, accostandosegli, sottovoce_) Ma non è ancora una
ragione per eleggere capitano un che sempre si ubbriaca...
AMIN. (_a Tessalo_) Ah, sicuro! (_a voce forte, ad Alcibiade_) Ebbene,
Alcibiade, poichè i presagi son buoni, noi andremo in Sicilia... ma non
ti farem capitano... perchè tu ti ubbriachi troppo...
CLEON. (_accostandosi a Diocare, sottovoce_) E l’affar del letto?
DIOC. (_forte, ad Alcibiade_) E sei troppo effeminato! Ti fai fare il
letto di corde apposta per dormir comodo sulle triremi!
TESS. (_continuando ad aggirarsi di soppiatto tra la folla, egli e
Cleonimo, e parlando all’orecchio or dell’uno or dell’altro, sempre
cercando non lasciarsi scorgere: s’appressa a Carinade, sottovoce_) E
l’affar dello scudo...
CARIN. (_a voce forte ad Alcibiade_) E pensi troppo agli amori delle
donne! porti fin l’insegna di un amorino nello scudo!...
ALCIB. (_che in questo frattempo non ha perduto d’occhio Tessalo e
Cleonimo_) E null’altro? E null’altro? (_con forza_) Oh, per Giove e
per gli Dei![193] o Ateniesi, eleggetemi subito allora!...
CARIN. (_con compiacenza, ad Aminia_) Eh, com’è franco! Mi piace!...
ALCIB. (_proseguendo_) ... e cingetemi le corone che il Dio Tebano ci
presenta in segno di libertà![194] Che importa a voi ch’io mi ubbriachi
alle mense, se i miei consigli nell’assemblea, per confession vostra,
furon sempre da savio? Vada pei tanti savii che vi danno consigli da
ubbriaco!
CARIN. _ed altri_. Bravo!
ALCIB. Purchè le mie opere siano da uomo, che importa a voi s’io
frequento le donne? Furono da donna forse le mie opere a Delio e a
Potidea?
AMIN. _e_ CARIN. No, no!
TIM. _e_ DIOC. No, no, Alcibiade!
ALCIB. (_rincalzando_) A voi che importa del sapere come io dorma i
miei sonni, quando queste cicatrici vi rispondono delle mie veglie?
AMIN. È giusto. È giusto.
ALCIB. Ebbene, sì, sacrifico al figlio di Venere, e porto un amorino
nel mio scudo! Voi però, o Ateniesi, mi siete testimonî che il mio
scudo nessun nemico me lo ha preso, e l’ho sempre riportato dalle
battaglie...
TIM. _e_ CARIN. Sì, sì...
ALCIB. Invece, il prode Cleonimo, che qui vedo, nel suo scudo effigiò
il terribile Teseo colla mazza, ed Ercole furibondo colla clava...
(_Cleonimo cerca nascondersi tra la folla; Alcibiade lo apostrofa con
voce dolce, ironica_) O buon Cleonimo... dov’è il tuo scudo?
AMIN., CARIN. _e_ DIOC. (_ridendo cogli altri e gridando_) Ah! ah!
l’ha gettato via per iscappare![195] ah! ah! l’ha gettato via! Via,
via dall’assemblea![196] (_Cleonimo confuso si dilegua tra le risa e le
fischiate_)
AMIN. _e_ TIM. Viva Alcibiade capitano!
DIOC., CARIN. _ed altri_. Sì, sì, Alcibiade capitano! Viva Alcibiade!
(_Tessalo, in disparte sulla scena, fa gesti di rabbia repressa; mentre
le acclamazioni continuano clamorose, entra Timone_)