SCENA IX.

ALCIBIADE e GLICERA.

GLIC. (_entra discorrendo con Alcibiade_) Son meste le tue parole come

canto di alcione.[63] Non eri sì mesto poc’anzi, quando m’incontrasti

qui con Aspasia...

ALCIB. (_con aria mestissima, sospirosa_) È necessario portar sempre la

maschera della gioia sul volto per non dispiacere alla bella e poetica

Glicera?[64]

GLIC. Oh, non dissi questo: ma...

ALCIB. (_mesto sospirando_) Non è sempre il cuore di chi ride di più,

quello che soffre di meno...

GLIC. (_fra sè a parte_) (Infatti, mi par molto mesto. Avrà qualche

affanno segreto. Se Aspasia ha detto il vero, in questo momento

non dovrebbe essere pericoloso. Posso parlargli.) (_si appressa ad

Alcibiade con aria affettuosa_) Ma tu che rimproveravi agli altri di

abbandonare l’allegria del convito...

ALCIB. Io erravo solo, cercando un istante di sollievo e di tregua alla

triste necessità del fingere, fra i silenzi di queste piante, ove tu

certo venisti a confidare agli astri le gioie serene e tranquille della

tua anima. Ebbi torto di sturbarti e rattristarti colla mia compagnia.

Perdona... mi ritirerò, se lo brami...

GLIC. Oh, no, resta pure. (_fra sè_) (Com’è mansueto! E Aspasia

mi diceva di guardarmi dalla sua baldanza!) E qual cosa mai può

contristare Alcibiade? Non sei tu l’uomo cui tutto sorride? Non vai

ricco di successi e di onori fra tutti i giovani della tua età?

ALCIB. Che sono i sorrisi della vita, quando il vuoto è nel cuore? E

di che successi, di che onori mi parli? Le mie corone di Olimpia?[65]

Ma Gerone e Terone e Agésia di Siracusa e Psàumida di Camarina[66] ne

riportarono di uguali e di più belle. Le lodi di Euripide?[67] Ma essi

ebbero Pindaro. Le milizie guidate alla battaglia di Mantinea?[68] Ma

sono gli Spartani che l’han vinta. La fronda di quercia di Potidea?

Ma fu Socrate che la conquistava e fu la sua modestia che me la

regalò...[69]

GLIC. Oh! io udii da Socrate stesso che tu la meritasti...

ALCIB. E Socrate non ti disse il vero. Fu egli, il prode e generoso

vecchio, che a Potidea mi salvò la vita e le armi: e sua di diritto era

la corona che dinanzi ai giudici volle rinunziare a favor mio...

Alcibiade · 第 45 / 286 题