DIOC. _e altri in coro_. Viva Alcibiade!
ALCIB. Ed ora sapete, che cosa testè mi diceva Cimoto qui presente, il
quale lo seppe dai sacerdoti, intorno ai presagi della spedizione?
AMIN. _e_ TIM. Che cosa?
ALCIB. Che i Numi manifestamente ci sorridono; perchè la palma di
Delfo, simbolo della potenza e della gloria onde Atene sovrasta a tutti
i Greci[192] (_segni di approvazione fra i popolani_) è rimasta dritta
ed illesa dai corvi: ma i frutti, che ricordano le nostre vittorie
antiche, son caduti, perchè la fama di quelle sta per essere cancellata
da vittorie ben maggiori che ci aspettano laggiù.
TESS. (_entrato in iscena da qualche momento, si avvicina di soppiatto
a Cimoto, parlandogli sottovoce_) Tu hai detto questo, furfante?