TIMAND. Sì, essi: gli Eumòlpidi che vengono a ribenedirti.
ALCIB. Ah, infatti! per Cerere! dimenticavo che le maledizioni delle
due Dee pesano ancora su di me. È strano! Dal giorno che i sacerdoti
mi hanno maledetto, tutto mi è andato a gonfie vele. Che la loro
benedizione mi avesse a portare il malaugurio?
TIMAND. No, no, Alcibiade, non bestemmiare...
ALCIB. Io non bestemmio; ricordo. E penso che costoro coi loro anatemi
son riusciti a farmi andare a Sparta, e a trarre Atene ad un pelo dalla
rovina... Oh, eccoli.