BACCH. Ma sì, per le Tesmòfore![250] difendilo anche se hai coraggio!
CIM. Che cosa ha scritto poi, in fin dei conti, delle donne?! Che sono
bugiarde, adultere, lascive, traditrici, pettegole, in cui non c’è
nulla di sano, grande sventura per gli uomini, maestre di iniquità,
vipere, peste delle case...[251] Che Giove mi fulmini se in tutte le
sue tragedie ha detto una sola parola di più!
BACCH. E ch’io non offra mai più colombe ad Afrodite, se non ti cavo
gli occhi, brutto muso!... (_alzandosi minacciosa contro Cimoto che fa
atto di scappare_)
ALCIB. (_trattenendola_) Pace, pace! bellissima Bacchide! E tu, Cimoto,
non seguir più oltre, che hai torto. Euripide sulle donne ne ha dette
dell’altre. Fu lui ad insegnare agli uomini il segreto per renderle
fedeli:... non uscire il giorno di casa, senza averle chiuse sotto
chiave; far cambiare di spesso le serrature agli usci, e tener cani
molossi di guardia per la notte...[252]
BACCH. Quel figlio di un’erbivendola![253] Abbasso Euripide!
LAISCA. Sì, sì, abbasso Euripide!
EUFR. E le Euménidi furenti se lo portin via...
ALCIB. No, no... lasciam le Euménidi: poichè elle non amano il
vino;[254] e non si parli altro di Euripide, infelicissimo già tra i
poeti: poichè essere in odio alle Grazie è ben peggio che aver le Furie
nemiche. Pure, non toccherebbe alle Cariti pigliarsela coi figli delle
Muse...
BACCH. Già!... per l’aurea Venere![255] li rispetti molto tu i
figli delle Muse!... tu che, l’anno scorso, hai fatto fischiare
Aristofane...[256]