SCENA IV.

ALCIBIADE solo, poi ENDIO, éforo.

ALCIB. (_solo, cogitabondo_) Eccomi ben presto di ritorno!... Città

prese, battaglie vinte! vittorie cadmée![374] Ne reco molti a Sparta

di allori... (_pausa, indi con voce lenta, amarissima_) di quelli che

non piacciono a Timandra!... Perfino agli omicidi dalla patria banditi

vuole la patria concesso nel loro esilio il riposo, e perseguitarli

divieta:[375] che cosa è dunque che mi perseguita qui? (_si porta la

mano al cuore e rimane lungamente e cupamente assorto: entra Endio_)

END. Buon dì, Alcibiade!

ALCIB. Salve, Endio!

END. Gli efori e il Senato di Sparta si adunan domani a udir da te il

racconto degli ultimi fatti di guerra e deliberare sulle ricompense.

Venni ad avvisartene.

ALCIB. Grazie. Domani Sparta saprà da me che ad Alcibiade è sufficiente

compenso non avere smentita la fiducia posta in lui. Quanto al racconto

de’ miei fatti sarà breve: Chio, Clazomene, Policna, Lèbedo, Ero, e

Tèo, e Milèto ritolte ad Atene: la flotta ateniese messa in fuga da

Chio a Samo:[376] conchiusa ai danni di Atene l’alleanza difensiva ed

offensiva tra Sparta ed il re.[377]

END. Di già?

ALCIB. (_secco_) Di già.

END. E la scitála[378] che ti spedimmo colle istruzioni intorno ai

patti?

ALCIB. (_sempre secco nel discorrere_) Arrivò tardi. I patti

dell’alleanza eran già conchiusi, e... migliori che voi non domandaste.

Alcibiade fa gli affari di Sparta meglio che Sparta non chieda.

END. (_fissandolo serio in volto_) Sei ben superbo, Alcibiade!

Alcibiade · 第 176 / 286 题