SCENA IV.

Detti, meno il Messo.

TIMAND. (_a parte seguendo ansiosa dello sguardo Alcibiade_) Numi!...

che sarà mai? Io tremo.

ALCIB. (_spiegando lentamente il papiro_) Socrate mi scrive? Bizzarro

uomo!... Il dì del mio trionfo, mentre tutti mi acclamavano, egli solo

si tenne in disparte: oggi mi scrive. Si fa vivo soltanto nei giorni

di sventura, costui?... (_legge e dà segni improvvisi di sorpresa,

concitazione, ira, dolore: poi si ricompone forzatamente in calma_)

TIMAND. (_avvicinandosegli e guardandolo ansiosa_) Alcibiade, ebbene?

ALCIB. (_con calma forzata_) Ebbene... nulla è mutato. Noi partirem

stanotte. (_si volge agli altri_) Andate a dar gli ordini. (_Conone,

Eufemo escono, Cimoto accenna anch’egli di uscire, ma si sofferma

esitante sulla soglia, non visto_)

Alcibiade · 第 218 / 286 题