ASP. (_con malumore_) Ebbene, Aspasia _non dimentica... gli scherzi..._

ALCIB. Perdonali dunque! E se non vuoi perdonare lo scherzo, allora...

ASP. Allora?

ALCIB. Metti che fu sul serio, e non farmene una colpa! (_moto di

compiacenza di Aspasia, subito represso dalle parole successive di

Alcibiade_) poichè ora vedi che son savio e ravveduto.

ASP. (_fra sè_) Fin troppo...

ALCIB. (_incalzante_) Non farmi una colpa, se i tuoi vezzi furono per

un minuto, per un minuto solo, più forti del mio proposito. Non per

nulla le Grazie ti guardarono con occhio sì benigno,[51] e non per

nulla fosti chiamata novella Onfale, e Giunone e Dejanira.[52] Veder

così sovente il tuo viso, udir così sovente la tua voce... era poi

così strano ch’io perdessi la testa... un istante? Quanti la avrebbero

perduta per sempre! Via, perdonami dunque, dimentica... dammi il bacio

fraterno dell’oblio e del perdono...

ASP. Un bacio?! (_ridendo_) Ah! ah! furbo, Alcibiade!

ALCIB. E che vi è di male o di strano? Un bacio fraterno che suggelli

la pace?... Una Aspasia vi scorgerebbe un pericolo?...

ASP. Oh, al contrario... ma appunto...

ALCIB. Ma appunto, dopo le tue parole di poc’anzi, tu non devi

negarmelo, se pur non mi serbi rancore. Ed io voglio pace con te. Tu

non puoi negarmelo un bacio, che quanto più sarà cordiale, tanto meglio

proverà che non fai caso di quella mia improntitudine di allora; tu sai

benissimo che ciò che può offrir pericolo per tutt’altra, non ne offre

alcuno per te... _perocchè tu sei Aspasia..._

ASP. Eh, via, adulatore! taci! poichè lo vuoi, ed io non sono

cattiva... sia fatta dunque la pace.

ALCIB. Oh, grazie!... (_Alcibiade con moto di gioia l’abbraccia e

scambia con lei un bacio lungo e appassionato; indi si scioglie mesto

dall’abbraccio, come sovrappreso da un pensiero_) Ah! che peccato,

Aspasia, che il destino ci abbia serbati a non essere altro che amici!

ASP. (_fissandolo con sorpresa_) Perchè?

ALCIB. Perchè, altrimenti, chi sa che cosa sarebbe stato di noi!

Figurati, Aspasia, noi, come vedi, non ci amiamo: Nemea, invece,

dice di amarmi ardentemente, appassionatamente: e forse lo crede.

Ebbene, se è vero che il bacio è l’alito dell’anima, l’anima di

Nemea non sa amare: perchè di tutti i suoi baci insieme, nessuno mai

fu neppure della metà ardente e appassionato quanto questo tuo...

(_gesto vivissimo di Aspasia_) che è poi un semplice bacio fraterno.

(_Alcibiade fingendo non accorgersi del moto di risentimento di

Aspasia, ripiglia con forza_) _Tu sì_, hai del fuoco!... Addio, addio,

Aspasia!... Ah che peccato!... che peccato! (_esce lasciando Aspasia

non ancora rinvenuta dal dispetto e dalla collera_)

Alcibiade · 第 27 / 286 题