CIM. Sarà benissimo; ma pesa troppo. Già che è la migliore, mangiala tu
per me. Guarda, io son discreto: m’accontento di questa... (_gli invola
rapidamente dal piatto un grosso pezzo di carne, rimettendovi gli
ossi_).
SERVO. Che fai? Dà qua subito, furfante... quella è la parte mia...
CIM. No, no, per Mercurio! non far complimenti... Tienla per te,
quella lì è la migliore... Mangiala, mangiala per amor mio! (_si tira
il piatto dinanzi e manda via il servo, che parte minacciandolo coi
gesti_)
EUFR. (_dal suo posto chiamando_) Alcibiade!
ALCIB. (_dal suo letto, interrompendo il discorrere con Timandra_)
Eufrosine!
EUFR. Per le Grazie te ne prego,[238] fa tacere questo nojoso di
Trasillo! (_additando il convitato che gli giace accanto_) Egli mi
parla sospirando come un mantice da fucina e mi minaccia della vendetta
di Venere,[239] perchè non do ascolto a’ suoi sospiri. Se di sospiri
potesse vivere una fanciulla, e s’ei tenessero posto delle miniere del
Laurio... costui m’avrebbe fatto la più ricca di quante _etére_ sono in
Atene.[240]
ALCIB. (_scherzevole_) Trasillo! Trasillo! tu pigli una via troppo
lunga per riuscire con la vaga Eufrosine!
EUFR. E non sa promettermi che serti di fiori come se anticipasse gli
onori al sepolcro di un morto.[241] Ma digli un po’ se si ricorda di
aver giurato regalarmi[242] per le feste degli Alòi[243] un bel monile
d’oro, e una veste cimbérica collo strascico e una tunica color di
croco?[244]
ALCIB. Il fulgor de’ tuoi occhi e il troppo amore, vezzosa Venere
bisbigliante,[245] fan perder la memoria...
EUFR. Meglio adunque che mi amasse un po’ meno!... Ma anche de’
giuramenti è lecito dimenticarsi?... Vedi!? a ciò non risponde...
CIM. Risponderò io per lui, col tragico Euripide: «_Giurò la lingua...
non la mente giurò._»[246]
EUFR. Ti pigli il malanno... te... ed Euripide!
BACCH. Chi, chi, ha osato nominar Euripide?
EUFR. Cimoto!
CIM. E che male c’è? Povero Euripide! Gli voglio bene io! Gran poeta!
Gran concetti!
Uom ricco, il qual non tenga in compagnia
A mangiar _gratis_ tre persone almeno,
In eterno perisca, e mai non sia
Che ricompaja della patria in seno![247]