ALCIB. (_a Timandra piangente che lo sorregge_) Quando tornerai in
Grecia, di’ ad Atene che spirai col suo nome sul labbro... e racconta a
Socrate come son morto!... Addio... ricordati di Alcibiade! (_ricade e
muore_)
TIMAND. (_con angoscia e pianto, china sul cadavere_) Alcibiade!
Alcibiade! (_d’improvviso con accento disperato_) Tornare ad Atene?! E
che cosa è Atene, lui morto, per me?! Cimoto! (_con voce di risoluzione
cupa_) A me gli unguenti e gli aromi! (_aggiusta la ghirlanda sul
capo di Alcibiade e gli compone e ravvia amorosamente le chiome_) Dea
sotterranea che gli inviasti il sogno, ecco, io compio il tuo presagio
ed il rito; abbiti dunque l’olocausto più grande di quanti fumarono
a’ tuoi altari!... (_Le fiamme crescono; Timandra, pur seguitando ad
adornare il cadavere, si volge a Cimoto, con voce calma_) Cimoto,
vanne! Le fiamme incalzano! Ancora un istante, e non sarai più in
tempo...