ALCIBIADE dormente sopra un po’ di paglia; TIMANDRA; poi CIMOTO.
TIMAND. (_sola, in ascolto, guardando fuori_) Come è scura la
sera, e come fischia il vento per la campagna! Di fuori il lamento
della natura, qui dentro (_guardando Alcibiade_) le tempeste di
un’anima! così grande e infelice!... (_si picchia alla porta_) Ah!...
finalmente!... Chi è là?
CIM. (_dal di dentro_) Io... io... Cimoto... (_Timandra apre; Cimoto
entra con segni di freddo e di stanchezza e va a buttarsi sopra un
sedile_)
TIMAND. (_ansiosa_) Che nuove?