TIMAND. (_verso la soglia, guardando fuori con ansia_) Egli torna fra
le fiamme! Numi, vi ringrazio!... (_cade in ginocchio, mentre Alcibiade
riappare barcollante sulla soglia_)
ALCIB. (_dalla soglia, cupo_) Troppo presto ringraziasti i Numi!...
(_cade_)
TIMAND. (_con grido acutissimo di angoscia_) Ah!... lo han ferito!...
(_si slancia con Cimoto a sostenere Alcibiade_)
ALCIB. (_continuando con amarezza la frase di Timandra_) Come feriscono
i vili!... Non osarono attendermi, e una freccia mi colpì di lontano...
Timandra, non piangere. Era scritto ne’ Fati! (_con voce tranquilla_)
Sostienmi, circondami delle tue braccia!... così... ora il sogno è
compiuto... I campi son verdi e le foglie non cascano ancora. Là...
quella corona. (_le addita un angolo della stanza: Cimoto va a prender
la corona; Alcibiade la prende dalle sue mani e la osserva: il suo
volto moribondo componesi a un dolce sorriso_) È la mia prima corona,
la memoria di Potidea... (_con voce fioca e dolcissima, e come assorto
fra sè_)
E anela alla gloria, bellissima stella,
Ma pura, ma scevra da ogni empio baglior:
E cinge la fronda di quercia più bella
Per farne più sante le gioie del cor....[552]
(_si cinge colla mano tremante la corona_) Timandra, un bacio!... (_lo
bacia appassionatamente_) Oh, i tuoi baci sono pur dolci, e tu sei
la più bella delle donne di Grecia!... Cimoto, a te la raccomando!
(_additandole Timandra_)... non distaccarti da lei!...