CIM. Io e lui siam lo stesso.

BIMBO. Va via! Tu sei brutto!

CIM. (_indispettito, con aria comica, allontanandosi_) E tu una

marmotta!

BIMBO. (_strillando_) Cibìade! voglio veder Cibìade!

VOCI DI POPOLO. Viva il vincitore di Sparta! (_Alcibiade fa cenno colla

mano di voler parlare_) Silenzio! silenzio! (_silenzio generale_)

ALCIB. Cittadini ateniesi! Giusta legge fra di voi punisce di morte il

mancator delle promesse al popolo ed al Senato.[418] Vengo a mantenere

una promessa data, partendo, otto anni or sono, a voi, e una promessa

data agli efori di Sparta... (_susurro e movimenti di sorpresa fra il

popolo_)

CARIN. E ALTRI. Oh! oh!

DIOC. Che mai dice?

VOCI. Silenzio!

ALCIB. Promisi ad Atene riportarle le spoglie di Siracusa. Promisi a

Sparta che avrei guidato le sue navi fin dentro il Pireo. Gli Iddii non

permisero che la Sicilia fosse nostra; ma sono cento di Siracusa[419] e

sono cento di Sparta le triremi dalle nostre prese e rimorchiate che al

Pireo navigarono con me. (_scoppio generale e fragoroso di applausi_)

VOCI DEL POPOLO. Viva Alcibiade! Viva il trionfatore!

ALCIB. Ateniesi, la fortuna che sì a lungo ne separava,[420] sorride

ancora a questa città[421] cara a Nettuno e a Pallade Atenea! Ancora

nostro è il dominio del mare, al quale ci invitano i destini;[422]

nostre ancora quasi tutte le isole e le coste dell’Asia; ancora le

triremi di Atene coprono l’Egèo vittoriose da Creta all’Ellesponto!...

(_nuovi vivissimi applausi_)

VOCI DEL POPOLO. Bravo! evviva!...

AMIN. (_a Carin._) E neppure una parola ha detto dei torti ricevuti!...

DIOC. E non una parola della sua condanna! Che cuore d’oro!

1.º ARC. Alcibiade, sulla colonna di Diofante sta scritto di premiar

come Armodio...

ALCIB. (_fra sè, con sussulto di gioia_) Armodio!

1.º ARC. ... ed Aristogitone chi per la libertà d’Atene affronta danni

e pericoli.[423] Cancelliere,[424] leggi il decreto.[425]

CANCELL. (_legge_) «Sotto l’arconte Callia, il dì sesto di Targelione

spirante,[426] pritaneggiando[427] la tribù Leontide,[428] in assemblea

convocata dai capitani, così piacendo al popolo e al Senato, Crizia di

Callescro Falereo disse: Il Senato e il popolo riconoscendo i servigi

di Alcibiade figlio di Clinia Scambónide, han rivocato il suo esilio,

gli restituiscono i suoi beni, le sue case, i suoi servi, i suoi

diritti di cittadino: lo nominano capitano supremo delle forze di terra

e di mare:[429] e gli decretano corona d’oro, con bando nelle Panatenée

e nelle Dionisiache,[430] il dì delle nuove tragedie.[431] Il Polemarco

e i Tesmotéti, e i Pritáni e gli Agonotéti[432] sono incaricati del

bando. Disse Crizia di Callescro Faleréo.»[433] (_Alcibiade, terminata

la lettura, s’inchina e riceve dall’arconte la corona d’oro_)

1.º ARC. Alcibiade, i tuoi nemici e accusatori Tessalo, Cleonimo,

Teucro, si sono sottratti a tempo colla fuga alla giustizia del popolo

e delle leggi: costui solo dei calunniatori ci restò fra le mani:

Atene lo consegna a te; scrivi la pena;[434] faranno gli Undici il

resto.[435] (_fa avanzare Androcle legato fra arcieri sciti_)

ALCIB. (_vivamente_) Costui?! (_serio e grave all’arconte_) Sapersi

ridonato all’amore de’ concittadini è al cuor di Alcibiade risarcimento

troppo grande, perchè altri ei ne brami. (_si volge ad Androcle_) Come

ti chiami?

ANDR. Androcle.

Alcibiade · 第 199 / 286 题