CIMOTO.

(_Entra armato da soldato ateniese di fanteria leggera_ — τοξότης[293]

— _trafelato, sudante per il correre e la pinguedine. Si siede sur un

masso, rasciugandosi il sudore_)

CIM. Auff! Gran brutto mestiere la guerra! Se non ci fosse quel po’

di gloria attaccata, non varrebbe proprio la pena di farsi alunni di

Marte. Non ne posso più. Da due ore non ho preso cibo! (_cava da una

bisaccia ad armacollo[294] una gallina cotta_) e non mi resta che

questo avanzo di stamattina! Uff! Che mestiere! (_addenta la gallina,

poi, tra una boccata e l’altra, ripete:_) Se non ci fosse quel po’

di gloria! e questo po’ di vin di Siracusa! (_cava dalla bisaccia

una fiala e beve, facendo scoppiettar la lingua e assaporando_)...

Che caldo! (_si ripassa la mano sulla fronte asciugandosi il sudore_)

Ecco finalmente come è fatto quello che chiamano il sudor nobile! per

Minerva! mi par lo stesso di quell’altro!... (_continua mangiando e

parlando fra sè, tra un boccone e l’altro_) Vediamo un po’, Cimoto;

tu hai lavorato per la fama, oggi; e puoi essere contento di te. Il

padrone[295] ne ha compiute delle gesta, ma anche tu non hai scherzato!

Già, i Numi non per niente appajano i simili co’ simili![296] Se

mi vedesse la mia Filumena, che mi gridava sempre: «Va a fare il

ramifero,[297] vecchio Cecropone,[298] buono a niente!» — Eh, sì!

il ramifero adesso è diventato un guerriero! Ma!... chi avrebbe mai

indovinato che qua dentro (_si picchia la testa_) ci fosse nascosto

l’istinto della gloria! (_addenta la gallina_) E questa armatura che

aria mi dà! (_si alza, si osserva da capo a piedi con compiacenza,

facendo due o tre passi e piantandosi in atteggiamento marziale_)

Non mi manca più che la corona di quercia del valore e la mia brava

iscrizione sulle Erme...[299] ... Oh! ma l’avrò anche quella... oh!

sì che l’avrò... (_a questo punto è interrotto da un forte starnuto_)

Ecco la prova!... Questo starnuto di buon augurio vuol dire che gli

Dei me l’assicurano...[300] e... (_sternutando di nuovo si ricopre

coll’elmo il capo_) che non bisogna stare scoperti quando si è

sudati... E quando torneremo ad Atene, tutti mi guarderanno a bocca

aperta. — «Mira Cimoto! Come? è quello il parassita Cimoto? che faccia

abbronzita! che portamento marziale!» — E io dritto, serio, marcerò in

capo di fila, facendo le finte di non sentir nulla! Eh, sì, sicuro!

i miei cari Chiechenei![301] Il parassita Cimoto che sotto i portici

e nell’agora[302] vi facea fuggire per la paura di vedervelo venir a

pranzo, adesso, invece, — oh, per Ercole! mette in fuga le falangi

di Siracusa... mette in fuga... (_entrano altri soldati siracusani

fuggendo e traversando la scena_).

SOLDATI SIRACUSANI. Salva chi può!

(_Cimoto lascia cadere a terra il resto di gallina e scappa precipitoso

con loro._)

Alcibiade · 第 132 / 286 题