ALCIBIADE e CIMOTO.
(_con Alcibiade entrano soldati ateniesi che traversano lo sfondo
inseguendo i Siracusani_)
ALCIB. (_entra dalla parte opposta a quella da cui fugge Cimoto coi
Siracusani — e vedendolo fuggire gli dà sulla voce da lontano, mentre
Cimoto è già per rientrar nelle quinte_) Cimoto! Cimoto!
CIM. (_si ferma di botto udendo la voce di Alcibiade e ritorna
rassicurato verso di lui, mandando un sospiro di sollievo_) Ah!... sei
tu!
ALCIB. Da un quarto d’ora ti cerco. Dove correvi così?
CIM. Per Giove fuggitivo![303] inseguivo i nemici! (_corre intanto a
raccattare furtivamente il resto di gallina da terra, e se lo ripone
in bisaccia_) Sai che il tuo valore è contagioso e m’ha messo in corpo
un ardore... Guarda come fuggono quelle lepri!... Eh! (_con gesto di
minaccia verso la parte da cui fuggivano i Siracusani_) Se tu non mi
chiamavi...
ALCIB. (_secco e serio_) Basta! basta! Lasciali fuggire!
CIM. Già, già... poichè lo vuoi... (_minacciando ancora del gesto nella
direzione dei fuggenti_) Ma... l’han scappata bella!...
ALCIB. I nostri han già messo il campo. Va ad avvertir Nicia e Lamaco
che io qui li attendo. (_Cimoto si avvia; Alcibiade lo richiama_)
Aspetta!... Avvicinati. (_gli parla serio, grave, a mezza voce_)
L’equipaggio della mia nave è a terra?
CIM. Sì, almeno tutti i _tranìti_. Gli _zigìti_ e i _talamj_ sono a
bordo ancora.[304]
ALCIB. Dirai al piloto che subito imbarchi anche gli altri e porti la
trireme al largo, pronta alla partenza. Poi mi mandi qui alla spiaggia
uno schifo. (_Cimoto fa segni di stupore_) Nessuno stupore. Di là
ti reca alla mia tenda ad avvertir Timandra... e se vuoi seguirmi...
preparati ad imbarcarti con lei e con me.