CIMOTO, soldati del corteo, popolo, FILUMENA, vecchia. — Un bimbo e
detti.
(_Cimoto entra vestito da fante leggero, precedendo nel corteo
Alcibiade. Distribuisce con serietà comica e affettata modestia,
come se gli applausi fossero indirizzati anche a lui, saluti e
ringraziamenti a dritta e a manca_)
DIOC. E chi è quello là che viene davanti? (_guardando colla palma
della mano tesa davanti l’occhio_) Oh Numi! o Mercurio agorèo![412]
guarda, guarda! È Cimoto il parassita! Cimoto vestito da guerriero!
AMIN. (_chiamando e salutando_) Ehi là! Cimoto! Cimoto!
VOCI DEL POPOLO. Evviva il trionfatore!
CIM. (_a Diocare e agli altri che gli fan ressa intorno, con aria
di sussiego comicamente modesta, e mimica analoga_) Grazie! Nulla!
Nulla!... non abbiam fatto che il nostro dovere! (_vede sua moglie
vecchia, che gli corre incontro facendosi largo tra la folla e la
chiama andando verso lei_) Mia moglie! O Filumena!
FILUM. O il mio tesoro! il mio amorino! Come ti sei fatto bello! e
abbronzato! (_lo abbraccia_)
CIM. Eh, già! il sole delle battaglie!... E dimmi, o Filumena... (_con
solennità comica fissandola in volto_) mi sei stata... fedele?
FILUM. Oh, te lo giuro, per la regina Venere...