SCENA II.

CIMOTO, soldati del corteo, popolo, FILUMENA, vecchia. — Un bimbo e

detti.

(_Cimoto entra vestito da fante leggero, precedendo nel corteo

Alcibiade. Distribuisce con serietà comica e affettata modestia,

come se gli applausi fossero indirizzati anche a lui, saluti e

ringraziamenti a dritta e a manca_)

DIOC. E chi è quello là che viene davanti? (_guardando colla palma

della mano tesa davanti l’occhio_) Oh Numi! o Mercurio agorèo![412]

guarda, guarda! È Cimoto il parassita! Cimoto vestito da guerriero!

AMIN. (_chiamando e salutando_) Ehi là! Cimoto! Cimoto!

VOCI DEL POPOLO. Evviva il trionfatore!

CIM. (_a Diocare e agli altri che gli fan ressa intorno, con aria

di sussiego comicamente modesta, e mimica analoga_) Grazie! Nulla!

Nulla!... non abbiam fatto che il nostro dovere! (_vede sua moglie

vecchia, che gli corre incontro facendosi largo tra la folla e la

chiama andando verso lei_) Mia moglie! O Filumena!

FILUM. O il mio tesoro! il mio amorino! Come ti sei fatto bello! e

abbronzato! (_lo abbraccia_)

CIM. Eh, già! il sole delle battaglie!... E dimmi, o Filumena... (_con

solennità comica fissandola in volto_) mi sei stata... fedele?

FILUM. Oh, te lo giuro, per la regina Venere...

Alcibiade · 第 195 / 286 题