TIMANDRA, CONONE, poi EUFEMO, indi CIMOTO.
(_Prima ch’essi entrino in iscena si odono di lontano alcuni brevi
suoni di campanello, a cui rispondono voci lontane delle scolte_)[452]
VOCE DI SENTINELLA (_lenta e lunga dall’interno, rispondente al suono
del campanello_). Pallade Atenéa!
TIMAND. (_entra in iscena, accompagnata da Conone e discorrendo
secolui, con voce d’ansia e di dolore_) Proprio vero dunque l’annunzio?
CON. Così gli Iddii nol volessero! Eufemo è di ritorno. Da lui saprai
tutto. Eccolo. (_entra Eufemo abbattuto, addolorato, e stringe senza
parlare la mano a Timandra_)
TIMAND. (_con ansia_) Ebbene?
EUF. Quindici navi perdute, Antioco morto.
TIMAND. Ma Antioco aveva pur avuto ordine da Alcibiade di non dar
battaglia innanzi il suo ritorno...
EUF. L’amor proprio fu in lui più forte della disciplina. Il terzo
dì che Alcibiade era partito, affidandogli nel frattempo il comando,
impaziente di compiere qualche fatto glorioso di testa sua, navigò da
Samo a Nòzio[453] a provocar Lisandro a battaglia: questi, edotto della
assenza di Alcibiade, fu addosso di repente al temerario con tutta
l’armata:... il resto... lo sai.[454]