ODRIS. (_non più lento come prima, ma con precipitazione crescente
estrae altre quattro tavolette fino all’ottava ed ultima e le legge
con voce concitatissima_) Alcibiade! Alcibiade! Alcibiade! Alcibiade!
(_all’ultima scaglia l’urna, per ira, a terra. Cimoto, che non ha visto
uscire il suo nome, perde alquanto della sua aria soddisfatta_)
BERIS. _e gli altri_. Che?! (_sbalordimento fra i convitati, che
gettano grugniti sordi di minaccia e sguardi truci di collera verso le
donne ed Alcibiade; questi rimane sempre muto, immobile, tranquillo e
sorridente. Le donne in disparte si mostrano confuse e impaurite_)
CIM. (_fra sè_) A chi troppo e a chi niente! E a sentirle, le
innocentine, volevano fargli la festa di Orfeo!... (_si accosta a
Berisiade che è cupo ed accigliato, e gli batte sopra una spalla_) ...
Eh... come hai detto che si chiama la tua moglie?... Penelope?