ALCIB. (_complimentoso, galante_) Tutto ciò che Atene ha di più eletto,
vecchi e giovani, ti fan corona. Socrate discute con te di filosofia,
Aristofane ti legge le sue commedie, Euripide le sue tragedie. Ippia ti
sottopone i suoi discorsi e il leggiadro Agatone ti dedica le sue odi.
Alcamene ti consulta sulle sue statue[49] e Polignòto intorno a’ suoi
quadri. Colla bellezza hai soggiogato i cuori; collo spirito esteso il
tuo regno assai più in là che alla bellezza non è dato. Oh! le grazie
della tua mente! nessuna Venere le pareggia. Invano la bellissima Circe
percote della verga magica Ulisse, munito del farmaco del Dio; Ulisse
rimane illeso, Circe per lui non è più una maga, ell’è una donna come
un’altra! Ma quando le sirene lo invitano alle voluttà dello spirito
e gli dicono di sapere tutto quello che fu e che sarà, è allora che
Ulisse non è più padrone di sè, e bisogna che i compagni lo leghino più
stretto all’albero della nave, perchè non si getti nell’onde, dietro al
canto di quelle ammaliatrici...[50]
ASP. Ben trovato il confronto! E allora, io, per Alcibiade, non sono
Circe... e non sono neppure una Sirena.
ALCIB. (_sorridente_) Perchè Alcibiade non è Ulisse... Addio, inclita
Aspasia. (_fa di nuovo per avviarsi_)
ASP. Che fretta!... Eppure, se mal non rammento, fu un tempo che
Alcibiade si _dilettava_ al canto della Sirena... (_accentando le
parole_) Rammento di una certa lettera...
ALCIB. (_vivamente, con sorpresa d’uomo indifferente_) Oh, ancora la
serbi?! Che mi ricordi mai!... Ah, sì, infatti! Io scherzavo allora...
Sapevo benissimo che tutto era inutile...
ASP. Ah!? fu uno scherzo?
ALCIB. Sì (_coll’accento premuroso di chi si scusa_), ma come vedesti,
innocente...
ASP. (_con dispetto_) Alcibiade tratta molto leggermente gli scherzi
fatti ad Aspasia! Per cui, se la povera Aspasia invece di andar
guardinga, avesse creduto alle parole dette, per _ischerzo_, da
Alcibiade...
ALCIB. (_interrompendola vivamente_) Alcibiade sarebbe stato così
felice da morirne... (_Aspasia si volge sorridente ad Alcibiade,
che subito ripiglia terminando la frase sospesa_) e per questo gli
Dei non lo permisero!... Oh, ma tu me lo perdoni, n’è vero? Tu devi
dimenticare...