LESSI DI MAGRO.

=185. Pesci a lesso.= I pesci, che più generalmente si usano mangiare a

lesso, sono, fra quelli di prima qualità, il dentice, l'imperatore, la

leccia, la luverna, la morena, l'ombrina, l'orata, il parago, il ragno,

il rombo, il pesce spada, lo storione, la triglia grossa; e fra quelli

più ordinarii le acciughe (nel solo mese di maggio), i bianchetti, il

pesce cappone, i caviglioni, le galline, il grongo, il muggine, il

nasello, la palamita, il pesce prete, la scorpena, lo sgombero e il

tonno. Questi sono tutti di mare: tra quelli di acqua dolce sono da

preferirsi la trota, il carpione e la reina.

Per far lessare i pesci, massime quelli grossi, si fa uso di un

recipiente apposito, detto _pesciaiuola_, che ha la forma d'una

casseruola molto allungata, il cui fondo è guarnito d'una rete

metallica o di una lamiera bucherata, la quale serve per sollevare il

pesce ed estrarlo, senza romperlo, dalla casseruola quando è cotto.

Si prendono i pesci prescelti, si tolgono loro le squame, raschiandoli

colla lama di un coltello dalla coda verso la testa, si privano delle

branchie e delle interiora, avvertendo però di lasciare loro il fegato

e la bottarga, ossia ovaia[9]; si lavano e si adagiano sul fondo

della pesciaiuola con prezzemolo, sedano, cipolla, rosmarino, qualche

fetta di limone e sale abbondante, indi si coprono d'acqua fredda e

si mettono al fuoco. Pochi bollori bastano generalmente a cuocere il

pesce; ma, come è naturale; più è grosso e maggior tempo occorre.

Quindici minuti d'ebollizione sono sufficienti per i pesci molto

grossi, 10 a 12 minuti per i mezzani, e cinque minuti appena per i più

piccoli. Quando poi giudicate che il vostro pesce sia cotto, ritiratelo

dal fuoco lasciandolo però per un quarto d'ora nel suo brodo, indi

estraetelo dal recipiente con precauzione per non romperlo, e servitelo

caldo o freddo a piacere, adagiandolo entro un piatto oblungo, condito

con olio, limone, sale e pepe oppure con una salsa (num. 49, 50 e 51).

Si allessa il pesce anche cuocendolo con sola acqua e sale: e si serve

pure guarnito semplicemente di prezzemolo all'intorno, lasciando libero

ad ognuno il condirselo poi con quella salsa che più gli aggrada, fra

quelle che recherete in apposite salsiere, ovvero con olio, limone,

sale e pepe, come abbiam detto sopra.

[9] Trattandosi di acciughe, si taglia loro la testa

strappandogliela colle dita, in modo da tirare insieme anche le

interiora. I bianchetti si lavano semplicemente.

=186. Arigusta a lesso.= Prendete l'arigusta, legatele la coda

ripiegata sul ventre, e ponetela a cuocere in recipiente adattato,

gettandovela quando l'acqua bolle ed avvertendo che vi rimanga affatto

immersa. Alcuni usano salare l'acqua; ma ciò non è necessario, perchè

l'acqua non penetra il guscio dell'arigusta, e d'altronde questa

si sala a piacere quando si condisce. Devesi pure avvertire a che i

corni e nessuna delle gambe dell'arigusta siano rotti; se lo fossero,

bisognerebbe otturare con carta simili rotture, perchè cuocendo ne

sortirebbe gran parte del suo sugo. Tre quarti d'ora di ebollizione

bastano a cuocere una grossa arigusta: per quelle piccole non occorre

che mezz'ora. Quando sia cotta, ritiratela dalla sua acqua, apritela

in mezzo per lo lungo con un buon coltello tagliente, e tagliatele la

vescichetta dello stomaco (di solito piena di grossa sabbia), ed il

budellino che da questa va fino al foro anale; indi servitela così

aperta, calda o fredda, a piacere; condita con olio, limone, pepe e

sale. Si servono le ariguste anche sgusciate a pezzi, mettendone tutta

la polpa in un piatto assieme alle gambe.

=187. Lupicante a lesso.= Si cuoce e si serve come l'arigusta (num.

186) dalla quale non differisce che per le sue grosse bocche, e pel

colore del suo guscio, che è verdognolo invece di rosso.

=188. Baccalà a lesso.= Fatelo prima ammollare nell'acqua per una

notte, e mettetelo poi a lessare in acqua bollente senza sale. Pochi

bollori basteranno per cuocerlo: allora servitelo in tavola, conditelo

con olio, limone, sale e pepe, ovvero con savore di noci (num. 46), o

con acciugata (num. 49 o 50), o con agliata (num. 51).

=189. Aringhe a lesso.= Togliete loro la testa che getterete via, e

mettetele a lessare nel latte, poscia spellatele e conditele con olio

ed agro di limone. Si condiscono anche disfacendo nell'olio la loro

bottarga. Taluni adoperano aceto invece di limone.

=190. Salumi diversi a lesso.= Lo stoccofisso si fa ammollare prima

nell'acqua come il baccalà (num. 188), e poi si cuoce a lesso

e si condisce come quello. Il salmone, la sorra, la tonnina, si

fanno egualmente lessare, indi si tagliano a fette e si condiscono

semplicemente con olio, aceto, e un poco di pepe.

=191. Legumi a lesso.= I fagiuolini di ogni specie, i piselli, le

lenticchie, i ceci e le fave, sono legumi che si usano mangiare anche

a lesso: si mettono ad acqua fredda con sale e si fanno cuocere per

parecchie ore, massime se sono secchi, avendo bisogno di lunga cottura.

Le fave ed i ceci poi, se secchi, devonsi mettere nell'acqua sin

dalla sera, per farli rinvenire, ed alla mattina seguente si mettono a

cuocere in pentola con acqua e sale. Tutti questi legumi si condiscono

con olio, limone o aceto, sale e pepe. Taluni per renderli più gustosi

vi aggiungono un'acciugata (num. 49). Ad ogni modo si deve avvertire,

prima di condirli, di farli bene sgocciolare, onde non vi rimanga

acqua.

Si usa anche di servirli questi legumi con crostini di pane: si taglia

questo in sottili fette, le quali si fanno arrostire e si fregan poi

con aglio mentre sono ancora calde: indi si dispongono questi crostini

sul fondo del piatto e vi si versano sopra i legumi cotti e conditi nel

modo indicato.

=192. Erbaggi a lesso.= I cavolfiori, i cavoli romani, i cavoli

neri, gli sparagi, gli zucchini, i fagiuolini in erba, le cariolse,

la cicoria, la scorzonera, la pastinaca, i navoni, le rape, le

barbabietole, ecc. sono tutti ortaggi che si possono cuocere a lesso,

facendoli bollire con acqua e sale, e che si mangiano poscia conditi

con olio, aceto e sale. Prima di cuocerli però devonsi mondare e

lavare. Gli spinaci si possono lessare anche senz'acqua: si mondano

dalle foglie guaste, si lavano, si fanno un po' sgocciolare, e si

mettono così al fuoco in una pentola coperta: l'acqua che essi stessi

producono ed il vapore che da questa si sviluppa, bastano a farli

cuocere: indi si gettano in una catinella in cui sia dell'acqua fredda,

vi si lasciano stare per pochi minuti, e finalmente si ritirano, si

spremono assai bene, si trinciano un poco e si condiscono. Gli sparagi

si mozzano un poco dalla parte del bianco, e si mettono a cuocere

legati strettamente a mazzi, ponendoli nella caldaia quando l'acqua

bolle: essi si condiscono anche con burro, formaggio parmigiano

grattato, pepe e poco sale. I cavoli romani ed i cavoli neri si servono

ancora con crostini di pane abbrustoliti fregati con aglio, come

abbiamo detto al numero 191. I cavolfiori, dopo cotti e sgocciolati,

si tagliano a pezzi e si condiscono con olio, limone, sale e pepe,

oppure con salsa piccante (num. 39). Per il grado di cottura da darsi

a ciascuno dei suddetti ortaggi, dovrete regolarvi dalla loro durezza:

basta comprimerli fra due dita per giudicare se sono convenientemente

cotti.

=193. Funghi uovoli freschi.= Mondateli tutto all'intorno, lavateli

nell'acqua fresca, e date loro un taglio in croce, fateli cuocere in

pentola con acqua e sale: indi sgocciolateli e serviteli in un piatto

conditi con olio, limone, sale e pepe.

=194. Patate a lesso.= Ponetele a bollire nell'acqua, e quando sono

cotte togliete loro tutta la pelle, la quale allora si distaccherà

assai facilmente. Si fanno anche lessare a vapore, tenendole col mezzo

d'una graticola, o rete metallica, sospese sopra una caldaia, che

avrete empita d'acqua soltanto fino alla metà, e che poscia coprirete

con un'altra caldaia rovesciata, avvertendo che i due recipienti siano

dello stesso diametro, per modo che i loro orli combacino esattamente

fra loro. Facendo bollire così l'acqua a gran fuoco, il vapore che se

ne sviluppa, e che trovasi chiuso, farà cuocere perfettamente le vostre

patate, le quali in tal modo resteranno anche assai più saporite.

Dopo dunque che le avrete pelate, le taglierete a grosse fette e le

servirete condite con olio, aceto, sale e pepe: oppure con agliata

(num. 51).

=195. Ballotte.= Prendete la quantità di castagne che desiderate,

osservandole una ad una per rigettare quelle cattive, e ponete tutte

le sane in una pentola con acqua sale e finocchio: fatele lessare,

e ritiratele quando sono cotte. Si usa mangiarle principalmente nel

giorno d'Ognissanti.

=196. Pelate.= In genovese _pioe_; son castagne lessate, a cui si

è tolta la buccia prima di metterle a cuocere. Si fanno lessare

nell'acqua con sale e finocchio, e quando son cotte si mondano della

seconda pellicola (_lûggio_) e si mangiano, sia così semplicemente, sia

immerse nel latte.

=197. Castagne secche lessate.= In genovese _preboggie_. Prendete

le castagne secche senza buccia; fatele rinvenire un poco nell'acqua

calda, togliete loro la pellicola (_lûggio_) strofinandole bene insieme

colle mani, e mettetele poi a cuocere lentamente con acqua, sale ed un

poco d'olio. Si mangiano calde col loro brodo.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 24 / 45 题