LESSI DI GRASSO.

=174. Manzo a lesso.= Un bel pezzo di manzo nella culatta, o nella

coscia, o nelle coste, fornisce un lesso gustosissimo da preferirsi ad

ogni altro. La miglior maniera di fare il lesso si è quella di mettere

la carne nella pentola ad acqua fredda. Quando questa bolle, vi si

getta il sale necessario, si toglie la schiuma che viene a galla e si

lascia cuocere lentamente, ma in modo che non lasci mai di bollire.

Il tempo necessario per la completa cottura non si può precisamente

stabilire, dipendendo essa dal pezzo più o meno grosso e dalla qualità

eziandio della carne, mentre può questa essere più e meno frolla e

provenire da bestia più o meno giovane. Starà dunque in voi a giudicare

dal vero punto di giusta cottura del vostro lesso, col farne di quando

in quando la prova. Cotto che esso sia, ritiratelo dal suo brodo e

servitelo in tavola contornato di prezzemolo, o con guarnizione di

erbaggi come spinaci (n. 57, 58), _saur-kraut_ (n. 59), patate (num.

61, 62) ecc., od anche con qualche salsa o mostarda a piacere (Vedi

all'articolo SALSE E MOSTARDE, pag. 28), avvertendo che queste debbonsi

recare in apposite salsiere e mai nello stesso piatto in cui servesi il

lesso.

Per ogni altra istruzione, che si riferisce ai lessi di carne in

generale, rimandiamo a quanto abbiamo già detto nel dare le norme sui

brodi (num. 69).

=175. Vitella a lesso.= Il petto e le parti muscolose sono i pezzi più

adatti a farne un buon lesso. Si mette ad acqua fredda come il manzo,

ed ha bisogno di minor tempo per cuocere. Se volete servire insieme

manzo e vitella a lesso, potrete cuocerli ambidue nella stessa pentola

coll'avvertenza però di ritirare la vitella appena sia cotta e serbarla

in disparte entro un recipiente, coperta di brodo caldo, ma fuori del

fuoco finchè sia cotto il manzo. Allora se la vitella fosse freddata di

troppo, si potrà rimetterla nella pentola, e farle dare due bollori nel

suo brodo.

Si guarnisce questo lesso come quello di manzo.

=176. Lingua e guancia di vitella.= Si fanno lessare come il manzo,

ma non insieme a questo, perocchè dovendosi far uso del brodo questo

verrebbe troppo grasso e disgustoso. La lingua dopo che è cotta, la si

deve spellare prima di servirla in tavola. La guancia non ha bisogno

d'altro apparecchio; ma così questa come la lingua devonsi servire con

una salsa secondo il gusto.

=177. Zampette e cotenne di maiale.= Dopo averli ben puliti con acqua

bollente, metteteli a lessare in una pentola con acqua bastante, una

cipolla, alcuni garofani, due spicchi d'aglio, sale e pepe. Quando

saranno benissimo cotti, ritirateli dal loro brodo e serviteli con

salsa piccante (num. 39) o con mostarda di senape (numero 48).

=178. Modi di accomodare i lessi.= Avanzandovi della carne lessata,

sia di manzo, sia di vitella, sia di maiale, potrete acconciarla in

casseruola con diversi erbaggi o legumi. Fate prima soffriggere con

un bel pezzo di burro alquanto cipolla tritata: mettetevi poscia delle

patate mondate ed affettate, oppure dei navoni o melanzane, o zucchini,

o carciofi, o piselli, ecc., secondo più vi aggrada, e lasciate

cuocere alquanto; indi gettatevi del sugo di pomidoro o conserva

disciolta nell'acqua: e quando il tutto avrà cotto per un quarto d'ora,

aggiungetevi poco brodo e la carne lessata e tagliata a pezzi, la quale

servirete dopo averla lasciata cuocere lentamente per mezz'ora.

La carne lessata si può anche farla in stufato, facendo prima

soffriggere un poco nel burro alcuni spicchi d'aglio trinciati e un

po' di rosmarino, poi aggiungendo la carne, e dopo che questa abbia

rosolato un poco versandovi del sugo di pomidoro o conserva disciolta

nell'acqua calda. Si può aggiungervi patate, navoni, funghi freschi se

ve ne sono, e melanzane, a piacere.

Ecco infine un'altra maniera di accomodare il lesso.

Fate rosolare in casseruola un pugillo di farina ed un bel pezzo di

burro: mettetevi poscia alquante cipolline intere, e quando queste sono

rosolate, aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco ed altrettanto

brodo: indi unitevi la carne lessata tagliata a pezzi e condite con

altro poco di burro, sale, pepe, ed una foglia di alloro se ne avete.

Potrete anche aggiungervi, alcuni funghi secchi rinvenuti prima nel

brodo. Lasciate cuocere il tutto per un quarto d'ora, e finalmente

servite in tavola.

=179. Cappone a lesso.= Scegliete un bel cappone che abbia la pelle

bianca: vuotatelo delle interiora, lavatelo bene, asciugatelo e

ponetelo a cuocere in una pentola, con acqua e sale bastante, insieme

a buona carne di manzo, la quale acquisterà così molto più sapore.

Avrete cura a che la pentola bolla sempre moderatamente, e perciò vi

manterrete sotto un fuoco non troppo ardente. Quando il cappone sarà

cotto, il che conoscerete punzicchiandolo con una forchetta, dovendo

questa penetrarlo facilmente, lo ritirerete dal suo brodo lasciandovi

il manzo a terminare la sua cottura, e lo servirete caldo o freddo

a vostro piacere con qualche guarnizione, avvertendo però che se lo

servirete freddo la guarnizione più adatta sarebbe una gelatina (num.

54, 55, 56).

=180. Lesso di pollame.= Qualunque sorta di pollame, compresovi pure il

tacchino, si fa lessare come il cappone (num. 179) e si serve calda con

guarnizione di patate (num. 61 o 62), od altra a piacere; oppure freddo

con guarnizione di gelatina (num. 54 o 56).

=181. Piccioni all'inferno.= Empite d'acqua fino ai due terzi una

pignatta e ponetela su di un fornello a bollire; prendete poscia un

recipiente fatto appositamente da adattarsi alla bocca della pignatta

suddetta e chiudetevi dentro uno o più piccioni (che avrete prima

vuotati delle interiora e lavati) con alquanto sale nell'interno di

essi e poco burro sopra. Collocate allora questo recipiente sulla

pignatta e lasciatevelo fino a che i piccioni siano cotti in forza del

vapore che da essa si sviluppa. Avvertite però che l'acqua non cessi

mai di bollire, e di quando in quando rivoltate i piccioni, e poi

subito richiudete il recipiente[8]. Due ore o poco più di cottura sono

sufficienti.

[8] In mancanza di questo recipiente, potrete servirvi di

due scodelle di terraglia inglese alquanto profonde, in una

delle quali metterete i piccioni, e coll'altra li coprirete

applicandovela sopra rovesciata o chiudendone ermeticamente gli

orli con una striscia di grossa carta impastata. Per rivoltare

i piccioni non avrete in questo caso, che voltare sossopra le

due scodelle così riunite.

=182. Pollastro all'inferno.= Scegliete una pollastra molto giovane

e bianca, e ponetela a cuocere alla forza del vapore, operando come

abbiam detto dei piccioni (num. 181).

=183. Tacchino detto alla stirionna.= Prendete un bel tacchino, e dopo

averlo sventrato bruciatene la peluria alla fiamma: lavato e fatto

sgocciolare, avvolgetelo e cucitelo stretto dentro una salvietta con

mace di noce moscata, due fette di limone, un po' di prosciutto crudo e

due foglie d'alloro; ponetelo poscia al fuoco in una pentola con acqua,

sale, cipolla, prezzemolo, sedano, carota e mezzo litro di vino bianco

e fatelo cuocere. Cotto che sia, estraetelo dalla pentola, lasciatelo

raffreddare entro la stessa salvietta, indi svolgetelo e servitelo in

un gran piatto con guarnizione di gelatina, la quale formerete collo

stesso brodo, purgandolo di tutte le erbe e facendolo restringere al

fuoco sino a debita consistenza.

Si può anche guarnirlo con qualche foglia di sedano o prezzemolo con

fette di arancio.

=184. Cappone detto alla stirionna.= Scegliete un bel cappone, di

qualità bianca, e preparatelo come abbiam detto pel tacchino (num.

183), servendolo anche allo stesso modo.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 23 / 45 题