CONDITE AL MAGRO.

=156. Ravioli di magro.= Prendete 8 scariole e due mazzi di boraggini:

mondatele dalle foglie guaste e dure, e fatele bollire per cinque

minuti, indi spremetele bene e ponetele da parte. Prendete poscia

due chilogrammi di pesce cappone od anche meglio di boldrò, e fatelo

rosolare in casseruola con burro e sale bastante; ritirate indi la

casseruola dal fuoco, levatene il pesce, toglietene a questo tutta la

polpa, ponendo molta cura a che non vi resti alcuna resca od ossetto,

e tritate minutamente questa polpa sul tagliere insieme colle erbe

suddette, rendendo il tutto come una pasta, che metterete poscia

in recipiente. Aggiungetevi allora otto uova fresche ben sbattute,

alquanta ricotta, oppure una mollica di pane inzuppata in un bicchiere

di panna o fior di latte, un ettogramma di formaggio parmigiano

grattato, e poche spezie; rimestate assai bene e con forza onde unire

e fondere il tutto insieme, ed avrete così il ripieno per i vostri

ravioli, i quali per ogni rimanente formerete come abbiamo indicati per

i ravioli di grasso (num. 83). Fatti che li abbiate, poneteli distesi

sur una tovaglia e lasciateli prosciugare per circa due ore: poscia

cuoceteli nell'acqua bollente con giusta dose di sale, osservando in

quanto a ciò le regole da noi accennate al num. 129.

Intanto avrete preparato l'intingolo per condirli, operando nel

seguente modo: Prendete le teste, tutte le lische od ossi del pesce

(di cui già avrete adoperato la polpa pel ripieno, come abbiamo detto

sopra) e rimettetele al fuoco nella stessa casseruola in cui avete

poscia fatto rosolare il pesce medesimo e dove avrete lasciato a tale

scopo il burro che ha servito, aggiungetevi alcuni pomidoro spezzati,

o conserva disciolta nell'acqua tiepida, un pugno di funghi secchi

rinvenuti pur essi con acqua tiepida, cipolla, sedano e prezzemolo con

pochissimo sale: fate soffriggere alquanto tutto questo, procurando di

schiacciare le teste dei pesci nella casseruola stessa con un mestolo,

indi passate a traverso uno staccio comprimendo bene il tutto, e

rimettete al fuoco in casseruola l'intingolo o sugo che ne avrete così

ottenuto. Aggiungetevi allora un altro poco di burro, un pugillo di

farina abbrustolita, e pochi pinocchi essi pure abbrustoliti e poscia

pestati nel mortaio; lasciate ancora soffriggere per pochi minuti ed

avrete un condimento abbastanza denso, al quale, nel condire i ravioli,

aggiungerete il solito formaggio parmigiano grattato.

=157. Lasagne al pèsto.= Fate le lasagne come abbiam detto al n. 80,

ed invece di cuocerle nel brodo, cuocetele nell'acqua abbondante con

poco sale, procurando che sotto la caldaia vi sia fuoco abbastanza per

fare che l'acqua riprenda tosto il bollore dopo che vi avrete gettate

le lasagne. Quando queste saranno cotte, ritiratele dal fuoco, fatele

ben sgocciolare e conditele suolo per suolo entro un gran piatto con

pesto d'aglio e basilico (n. 32) e formaggio parmigiano abbondante, e

servitele in tavola.

=158. Piccagge col pèsto.= Fate le piccagge come abbiamo detto al num.

134, cuocetele nell'acqua con sale, fatele sgocciolare e conditele con

pesto d'aglio e basilico e con formaggio parmigiano grattato, come le

lasagne (n. 157).

=159. Gasse col pèsto.= Fate questa pasta come l'abbiamo già indicato

per le _gasse al sugo_ (num. 135) soltanto che invece le condirete col

pèsto d'aglio e basilico (num. 32) e con formaggio parmigiano.

=160. Taglierini col pèsto.= Fate i taglierini come abbiamo indicato al

num. 136, cuoceteli egualmente nell'acqua, ed invece di condirli col

sugo di carne, conditeli con pèsto d'aglio e basilico e col formaggio

parmigiano.

=161. Taglierini al burro.= Fatti e cotti che abbiate i taglierini

nel modo già indicato al num. 136, sgocciolateli, metteteli in un gran

piatto, ponetevi in mezzo un grosso pezzo di burro fresco, spargetevi

abbondante formaggio parmigiano grattato, e rivoltateli bene con due

forchette finchè il loro calore abbia fatto liquifare intieramente il

burro. Allora serviteli subito in tavola.

Si usa anche far sciogliere prima il burro mettendolo nel piatto in cui

si devono condire i taglierini, poi esponendo il piatto stesso sulla

caldaia, mentre questi cuociono. Per tal modo il vapore riscalda il

piatto e fa liquefare il burro senza cuocerlo, e la pasta stessa, dopo

condita, si mantiene meglio calda.

=162. Paste da vermicellaio asciutte.= Le cosidette ternette e le

reginette di pasta ordinaria, ossia scura, sono ottime cotte nell'acqua

con sale, sgocciolate e condite come le altre paste con formaggio

parmigiano e pesto d'aglio e basilico.

=163. Reginette al burro.= Prendete da un vermicellaio la quantità

che vi abbisogna di questa pasta così chiamata in Genova (ed in

Toscana detta _nastrini_), scegliendola di qualità bianca; fatela

cuocere nell'acqua con sale, sgocciolatela e conditela con buon

burro e formaggio parmigiano abbondanti, operando come è indicato pei

taglierini (num. 161).

=164. Maccheroni al burro.= Fateli cuocere nell'acqua con sale,

sgocciolateli e conditeli con burro e formaggio parmigiano abbondanti

operando come pei taglierini (num. 161).

=165. Pasta asciutta con melanzane.= Prendete alcune melanzane:

recidete loro il picciuolo e l'involucro che serve loro di calice;

tagliatele a fette, ponete queste a bollire in molta acqua con sale.

Quando sono a mezza cottura mettete a cuocere nella stessa acqua la

pasta che avrete prescelta, che dovrà però essere di qualità ordinaria,

ed allorchè questa sarà cotta, estraetela insieme colle melanzane, fate

sgocciolare e condite in piatto con pèsto d'aglio, basilico (num. 32)

e formaggio parmigiano.

=166. Pasta asciutta con fagiuolini in erba.= Scegliete la pasta che

più vi aggrada, ma di qualità ordinaria, e preparatela come sopra

(num. 165), sostituendo alle melanzane alquanti fagiuolini in erba, che

avrete prima spuntati alle estremità, tolto i loro fili, e cotti in due

o tre pezzi. Avvertite inoltre di non gettare la pasta nella caldaia

che allorquando i fagiuolini siano quasi cotti, perchè altrimenti

correreste il rischio di mangiare i fagiuolini troppo duri o la pasta

troppo cotta.

=167. Risotto al magro.= Tritate sottilmente una cipolletta, un poco

di sedano, prezzemolo ed una piccola carota; fate soffriggere questo

battuto in una casseruola con olio e burro mescolati insieme a parti

eguali, e quando il soffritto comincia a prender colore, gettate nella

stessa casseruola un chilogramma di riso che prima avrete mondato,

e cotto per metà in acqua pura, e poi fatto sgocciolare. Intanto

avrete in pronto da parte una pentola con sufficiente quantità d'acqua

bollente nella quale avrete fatto cuocere e quasi spappolarsi una

cipolla già prima abbrustolita nel burro. Di quest'acqua vi servirete

per aggiungerla a poco per volta al riso di mano in mano che questo

cuocendo la prosciuga, avvertendo però di lasciarlo alquanto imbeversi

dell'unto del soffritto prima di cominciare ad aggiungere l'acqua

suddetta e di tramenare continuamente col mestolo acciò il riso non si

attacchi al fondo e prenda l'abbruciaticcio.

Quando poi il riso sarà quasi cotto, aggiungetevi un pugno di funghi

secchi trinciati e rinvenuti assai in poc'acqua calda, 16 acciughe

salate, pulite e disciolte prima nell'olio (n. 49), un ettogramma di

burro, ed altrettanto di buon formaggio parmigiano grattato; lasciate

finir di cuocere rimestando sempre, e finalmente servite in tavola il

vostro risotto, che sarà gustosissimo ed appetitoso assai. — Si abbia

cura di non salare questo risotto, perocchè le acciughe ed il formaggio

che vi si mette bastano per renderlo giustamente saporito.

=168. Polenta arrosto con tartufi.= Fate una polenta alquanto dura

con un chilogramma di farina di granoturco, ossia formentone, cotta

in due litri e mezzo d'acqua con sale necessario, avvertendo a mezza

cottura di aggiungervi un ettogramma di burro. Rimenate continuamente,

e quando la polenta sarà ben cotta, versatela sulla madia e lasciatela

raffreddare. Staccate allora da essa la pelle superiore che si sarà

formata e distendetela sul fondo di un tegame, che prima avrete unto

di burro liquefatto; spargete poi su questa pelle abbondante formaggio

parmigiano grattato, burro liquefatto e tartufi sottilmente tagliati:

poscia con filo di refe tagliate la polenta orizzontalmente a fette, e

adagiate queste a strati nello stesso tegame, avvertendo di condirla ad

ogni strato come avete fatto nel primo. Prendete finalmente la pelle

inferiore rimasta e copritene l'ultimo strato sul quale metterete

egualmente burro, formaggio e tartufi. Allora coprite il tegame con un

testo di ferro e mettetevi fuoco sotto e sopra per far ben rosolare la

vostra polenta, che poi servirete in tavola nello stesso tegame.

=169. Polenta arrosto con burro e formaggio.= Fatela in tutto alla

stessa maniera come sopra al n. 168, escludendo soltanto i tartufi.

=170. Battuffoli col pèsto.= Fate la polenta come abbiamo detto coi

battuffoli al sugo (num. 153) e conditela alla stessa guisa, adoperando

pesto d'aglio e basilico (num. 32) invece di sugo di carne.

=171. Gnocchi col pesto.= Fate i gnocchi come abbiamo indicato al num.

154, cuoceteli egualmente nell'acqua, fateli sgocciolare e conditeli a

suoli entro un gran piatto, adoperando pèsto d'aglio e basilico (invece

di sugo di carne) e formaggio parmigiano in abbondanza.

=172. Gnocchi al burro.= Anche questi si fanno in tutto come quelli già

da noi descritti, eccettuato che invece del sugo di carne si adopera

per condirli del buon burro e formaggio, operando come si disse pei

taglierini (n. 161).

=173. Gnocchi dolci.= Fate i gnocchi con metà farina bianca e metà

farina di castagne, impastando e procedendo in tutto alla maniera già

descritta al num. 154, indi cuoceteli egualmente nell'acqua con sale,

sgocciolateli, e conditeli in un gran piatto, con pèsto d'aglio e

basilico (n. 32), o con intingolo di noce (n. 33), non tralasciando in

un caso o nell'altro il formaggio parmigiano.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 22 / 45 题