Quali sono i caratteri delle sensazioni e come si possono essi
estendere ai sentimenti?
Il primo di tutti, quello che è veramente comune alle due serie di
fenomeni, consiste nell’esser tutti coscienti; per questa ragione
sensazioni e sentimenti hanno nomi diversi che però vengono entrambi
da _sentire_. Sully Prudhomme nota che per conseguenza la sensazione
è espressiva dell’intelligenza: la sensazione della luce è fra tutte
la più espressiva, perchè, rischiarando gli oggetti, permette di
apprezzare i loro rapporti, e l’apprezzamento dei rapporti è l’azione
principale dell’intelligenza. Vengono poi le sensazioni tattili,
espressive anch’esse dell’intelligenza perchè noi sentiamo la nostra
attività fisica esercitarsi ad afferrare gli oggetti materiali come lo
spirito afferra l’immateriale suo oggetto. Le percezioni uditive, come
più subbiettive, come più indipendenti dall’oggetto, esprimono meno
bene la funzione intellettuale, che presuppone essenzialmente l’oggetto
sul quale esercitarsi.
Il secondo carattere comune a tutte le sensazioni è la composizione o
complessità; si può anzi dire che non esistono sensazioni semplici,
elementari. Ma tale composizione non avviene sempre ad un modo; diversi
odori o sapori, infatti, quando sono avvertiti nello stesso tempo, si
modificano talmente da perdere il loro carattere. I colori e le note
possono ugualmente confondersi; ma possono anche formare certi composti
nei quali, pure modificandosi, restano distinti. Perchè le sensazioni
diventino materiali d’arte, occorre appunto questa condizione: che
si possano comporre, modificandosi ma restando distinte nel tempo
stesso: questa è la ragione per la quale le sensazioni olfattive e
del gusto non possono dar luogo a prodotti artistici; la profumeria
e la cucina, checchè ne pensino taluni, non sono arti. Il carattere
espressivo nella composizione delle percezioni sensibili è l’ordine.
L’atto eminentemente intellettuale è infatti quello di far scaturire
l’unità dalla diversità, di trovare il rapporto comune che leghi gli
elementi disparati. Così non c’è fisonomia senza l’unità risultante
dall’ordine dei lineamenti; e l’armonia di questi ultimi è espressiva
dell’intelligenza.
Un nuovo carattere importante delle percezioni sensibili è il
movimento: esso si avvera nello spazio, e ci è manifestato
principalmente dalle sensazioni visive; ma anche il ritmo musicale è
una specie di movimento nel tempo. Ora tanto questo carattere è comune
agli stati psichici, che le stesse passioni sono dette _movimenti_ o
_moti_ dell’animo. Il movimento è espressivo così nelle sensazioni
visive come nelle uditive: in musica la maggiore o minore rapidità del
ritmo esprime il languore o la vivacità delle commozioni; nel disegno e
nella plastica è espressiva la facilità o la difficoltà con la quale lo
sguardo segue le linee e le forme; la forma, come ha detto il Bergson,
è il disegno di un movimento.
Ancora: tutte le percezioni sensibili, i suoni, i colori, gli odori,
la resistenza, ecc., sono suscettibili di diversi gradi di intensità;
ora la nostra propria esperienza ci ammaestra che uno dei caratteri più
salienti delle affezioni morali è appunto la variazione dell’intensità.
Finalmente, tutte le sensazioni hanno qualità affettive, sono
cioè gradevoli o sgradevoli o indifferenti; tale carattere, che
contraddistingue anche gli stati psichici, è quindi altamente
espressivo.
Ciascuna arte, creando sensazioni particolari, consegue particolari
espressioni; ma, poichè vi sono caratteri comuni a tutte le sensazioni,
c’è fra tutte le arti una naturale affinità. L’importanza del concetto
di analogia fra le arti è, ai nostri giorni, tanta, che merita una
trattazione speciale.