III.

Quali sono i caratteri delle sensazioni e come si possono essi

estendere ai sentimenti?

Il primo di tutti, quello che è veramente comune alle due serie di

fenomeni, consiste nell’esser tutti coscienti; per questa ragione

sensazioni e sentimenti hanno nomi diversi che però vengono entrambi

da _sentire_. Sully Prudhomme nota che per conseguenza la sensazione

è espressiva dell’intelligenza: la sensazione della luce è fra tutte

la più espressiva, perchè, rischiarando gli oggetti, permette di

apprezzare i loro rapporti, e l’apprezzamento dei rapporti è l’azione

principale dell’intelligenza. Vengono poi le sensazioni tattili,

espressive anch’esse dell’intelligenza perchè noi sentiamo la nostra

attività fisica esercitarsi ad afferrare gli oggetti materiali come lo

spirito afferra l’immateriale suo oggetto. Le percezioni uditive, come

più subbiettive, come più indipendenti dall’oggetto, esprimono meno

bene la funzione intellettuale, che presuppone essenzialmente l’oggetto

sul quale esercitarsi.

Il secondo carattere comune a tutte le sensazioni è la composizione o

complessità; si può anzi dire che non esistono sensazioni semplici,

elementari. Ma tale composizione non avviene sempre ad un modo; diversi

odori o sapori, infatti, quando sono avvertiti nello stesso tempo, si

modificano talmente da perdere il loro carattere. I colori e le note

possono ugualmente confondersi; ma possono anche formare certi composti

nei quali, pure modificandosi, restano distinti. Perchè le sensazioni

diventino materiali d’arte, occorre appunto questa condizione: che

si possano comporre, modificandosi ma restando distinte nel tempo

stesso: questa è la ragione per la quale le sensazioni olfattive e

del gusto non possono dar luogo a prodotti artistici; la profumeria

e la cucina, checchè ne pensino taluni, non sono arti. Il carattere

espressivo nella composizione delle percezioni sensibili è l’ordine.

L’atto eminentemente intellettuale è infatti quello di far scaturire

l’unità dalla diversità, di trovare il rapporto comune che leghi gli

elementi disparati. Così non c’è fisonomia senza l’unità risultante

dall’ordine dei lineamenti; e l’armonia di questi ultimi è espressiva

dell’intelligenza.

Un nuovo carattere importante delle percezioni sensibili è il

movimento: esso si avvera nello spazio, e ci è manifestato

principalmente dalle sensazioni visive; ma anche il ritmo musicale è

una specie di movimento nel tempo. Ora tanto questo carattere è comune

agli stati psichici, che le stesse passioni sono dette _movimenti_ o

_moti_ dell’animo. Il movimento è espressivo così nelle sensazioni

visive come nelle uditive: in musica la maggiore o minore rapidità del

ritmo esprime il languore o la vivacità delle commozioni; nel disegno e

nella plastica è espressiva la facilità o la difficoltà con la quale lo

sguardo segue le linee e le forme; la forma, come ha detto il Bergson,

è il disegno di un movimento.

Ancora: tutte le percezioni sensibili, i suoni, i colori, gli odori,

la resistenza, ecc., sono suscettibili di diversi gradi di intensità;

ora la nostra propria esperienza ci ammaestra che uno dei caratteri più

salienti delle affezioni morali è appunto la variazione dell’intensità.

Finalmente, tutte le sensazioni hanno qualità affettive, sono

cioè gradevoli o sgradevoli o indifferenti; tale carattere, che

contraddistingue anche gli stati psichici, è quindi altamente

espressivo.

Ciascuna arte, creando sensazioni particolari, consegue particolari

espressioni; ma, poichè vi sono caratteri comuni a tutte le sensazioni,

c’è fra tutte le arti una naturale affinità. L’importanza del concetto

di analogia fra le arti è, ai nostri giorni, tanta, che merita una

trattazione speciale.

L'Arte · 第 22 / 47 题