III.

Ma se le qualità della rappresentazione sono le prime ed essenziali,

perchè si conoscono, mentre quelle delle cose rappresentate sono

ambigue e possono anche alterare le prime, diremo che l’artista debba

scegliere, per darne un’immagine nell’opera sua, le cose brutte,

comuni, volgari ed insignificanti? No, certamente. Quando l’oggetto

possiede le migliori qualità, quando perfetta ne è l’immagine

artistica, e quando lo spettatore è capace di apprezzare le due

perfezioni, allora si hanno tutte le condizioni perchè l’effetto sia

insuperabile. Ma non tutte le statue sono la Venere di Milo, nè tutti

gli spettatori sono Canova.

Diremo allora che l’artista non debba badare alle qualità delle cose da

rappresentare, e debba soltanto porre ogni sua cura nel rappresentarle

ottimamente? Negheremmo così quella scelta, della quale già dimostrammo

la convenienza e la necessità. Nessun artista, non il realista, non il

naturalista più spregiudicato, trascura di scegliere e rappresenta le

prime cose che gli capitano sotto mano.

Giacchè abbiamo parlato dell’arte narrativa, osserviamo che cosa vi

accade. Come il poema, dal quale proviene, il romanzo narra in origine

le gesta magnifiche e le avventure memorabili; la novella, secondo

dice lo stesso suo nome, riferisce gli avvenimenti nuovi ed insoliti.

Paragoniamo i romanzi di cappa e spada e le _Mille ed una notte_

all’_Educazione sentimentale_ e alle novelline del Maupassant: daremo

ragione, sul principio, a chi sostiene che non c’è più scelta, che

l’arte se n’è affrancata, che rappresenta qualunque cosa, senza badare

alle qualità della cosa rappresentata. Ma il giudizio è inesatto.

Quando l’artista pare più indifferente, allora è più vigile. Le cose

narrate dal Maupassant non sono, come sembrano, fatti di cronaca,

volgari, senza significato: riflettono, al contrario, certi lati oscuri

della vita e della natura umana, racchiudono una filosofia o amara o

ironica, hanno una loro propria bellezza. Tranne che questa bellezza

non è riconoscibile da tutti, immediatamente: lo spirito attento e

penetrante dello scrittore ha saputo coglierla. Ora, se il concetto di

bellezza, nel mondo dei fatti e delle cose, è indeterminato e relativo

come abbiamo visto, il fatto che certuni o anche molti disconoscono

la bellezza di cotesti argomenti non vuol dir nulla, non prova nulla

contro il Maupassant che li ha giudicati bellissimi, senza di che non

li avrebbe rappresentati, e contro i molti che, trovandone un’immagine

stupenda nelle sue novelline, ammirano le novelle e ne gustano i temi.

Altrettanto dicasi delle arti figurative, della scultura, della

pittura. Se il pittore fa spontaneamente il ritratto di una persona

che a noi sembra brutta, state pur sicuri che egli ha trovato in lei

qualche bellezza. E se l’opera sua è bella, cioè da un’immagine precisa

della persona reale, noi stessi discopriremo le qualità che hanno

impressionato il pittore e determinato la scelta sua.

L'Arte · 第 14 / 47 题